GOOGLE: CINA; AMNESTY, ORA PECHINO PONGA FINE A CENSURA

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GOOGLE: CINA; AMNESTY, ORA PECHINO PONGA FINE A CENSURA
ROMA
(ANSA) – ROMA, 24 MAR – Adesso la Cina rimuova ogni restrizione su Internet. E’ l’appello lanciato da Amnesty International alla luce della decisione di Google di reindirizzare tutto il proprio traffico sui server di Hong Kong, cessando in questo modo di filtrare i risultati delle ricerche. “Riconoscendo che la sua politica aziendale era incompatibile con l’autocensura richiesta per operare all’interno della Cina, Google ha sfidato le autorità  di Pechino a rispettare il principio della libertà  d’espressione sancito dalla Costituzione cinese” – ha dichiarato Roseann Rife, vicedirettrice del Programma Asia di Amnesty International. Google ha affermato che le autorità  cinesi potrebbero ora decidere di bloccare l’accesso al motore di ricerca google.com.hk. Gli utenti che criticano la decisione di Google sostengono che questo motore di ricerca fosse uno dei meno sottoposti a restrizioni, sottolinea Amnesty in un comunicato diffuso oggi. “Gli utenti che avevano sperato che Google non lasciasse la Cina e che criticano questa decisione, dovrebbero in realtà  chiedere al loro governo come e perché Internet è censurato nel loro paese” – ha commentato Rife. Anche il sito di Amnesty International, www.amnesty.org, è bloccato. L’unico periodo in cui è stato accessibile è stato il secondo semestre del 2008. (ANSA).
COM-RP/ NIE ST1 S91 S0B QBXB