INTERNET: USA, E’ CORSA PER IL TITOLO DI ‘GOOGLE CITY’

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INTERNET: USA, E’ CORSA PER IL TITOLO DI ‘GOOGLE CITY’/ANSA
SINDACI DISPOSTI A BIZZARRIE ESTREME PUR DI VINCERE
WASHINGTON
(di Luciano Clerico) (ANSA) – WASHINGTON, 26 MAR – Come nel vecchio West, un secolo e mezzo fa, si scatenò la ‘corsa all’orò, così negli Stati Uniti si è scatenata oggi tra decine di città  americane la ‘corsa a Google’. Pur di conquistare il titolo di ‘Google City’, messo in palio dal colosso informatico Usa, decine di città  americane si stanno da settimane sfidando in una gara che esprime, ad un tempo, l’americanissima attitudine alla competizione e l’altrettanto americanissima fiducia nel futuro. Nel febbraio scorso Google aveva varato questa sorta di concorso a premi: la città  Usa che si dimostrerà  tanto sensibile a Internet quanto visibile in termini di comunicazione, diventerà  la città  i cui servizi internet saranno i più veloci ed efficienti al mondo. La Google Inc. investirà  milioni in tal senso per dotare quell’area di fibre ottiche, computer e servuizi informatici di primo livello. Quella città  diventerà  ‘Google City’. Sono state a decine le città  a cogliere la sfida e a gettarsi nella mischia: dalla Florida al Kansas, dal Minnesota alla Pennsylvania, si è scatenata una ‘corsa a Google’ che ricorda in tutto e per tutto la ‘corsa all’orò del vecchio West. “Riteniamo che questo tipo di investimenti sarà  la chiave della prosperità  americana degli anni a venire”, ha dichiarato Donn Ness, 36 anni, sindaco di Duluth, una città  di 84mila abitanti che sorge ai margini del Lake Superior. Pur di attrarre l’attenzione dei media sulla ‘sua’ città , Ness si è gettato nel lago ghiacciato, a dimostrazione che Duluth è disposta a fare “qualsiasi cosa” per arrivare al titolo. Non da meno è stato Richard Clapp, 66 anni, sindaco di Sarasota, città  di 50mila abitanti in Florida: sempre sotto gli occhi delle telecamere, si è immerso nella vasca degli squali del Mote Marine Laboratory, il più noto acquario marino della zona. E’ rimasto lì per minuti lunghi come ore, in tuta da sub e respiratore, a salutare con la mano la piccola folla di curiosi che lo guardava da oltre il vetro, lasciando che gli squali (piccoli) gli nuotassero tra le gambe. L’unica condizione da lui posta è stata questa: ha rifiutato di immergersi con un paio di sardine legate alle caviglie, come invece proponeva il videsindaco, Kelly Kirshner. “Sarasota è la città  giusta per diventare ‘Google City’ – ha dichiarato -. Perché da anni lavoriamo per dotarci di strutture informatiche d’avanguardia”. Nella provincia, Internet già  corre alla velocità  di un gigabit al secondo. Ma in città  la velocità  è di 10 gigabit al secondo. “E’ come se avessimo in città  solo autostrade a otto corsie” ha detto Clapp. Ma sono molte le città  Usa a proclamarsi “pronte”. La competizione per l’ambizioso titolo (e per i conseguenti investimenti) è altissima. Non a caso il consiglio comunale di Topenka, in Kansas, ha già  preso all’unanimità  questa decisione: il nome della città  non sarà  più Topenka ma, “temporaneamente”, ‘Google City’. (luciano.clerico@ansa.it). (ANSA).
CLE/ NIE S0B QBXB