RAI: FAREFUTURO, SI TAGLIA SAVIANO, MEGLIO NANI E BALLERINE…

RAI: FAREFUTURO, SI TAGLIA SAVIANO, MEGLIO NANI E BALLERINE…
(AGI) – Roma, 4 giu. – “Ma che ‘servizio pubblico’ e’? La Rai taglia Saviano: meglio puntare su nani e ballerine”. In un editoriale di Filippo Rossi sulla rivista web di Farefuturo, si critica l’ipotesi di diminuire le trsmissioni del giornalista e scrittore Roberto Saviano. “Speriamo che non sia vero. Perche’ non e’ un bel paese quello in cui la propria televisione pubblica, la televisione di tutti, decide di tagliare un evento culturale prima che mediatico come la trasmissione di Roberto Saviano. Significa che lo stato abdica alle sue funzioni per accontentarsi di nani e ballerine, di zerbini e di veline. Significa che nelle stanze che contano nessuno ha piu’ a cuore le crescita culturale di una societa’, che si vuole piuttosto allineata e coperta alle ragioni di un potere sempre piu’ vuoto, sempre piu’ stanco, sempre piu’ vecchio”. “Non lo diciamo per Saviano che ha la capacita’ e la forza di difendersi da solo – prosegue Rossi – Lo diciamo per noi e per tutti quegli italiani che vorrebbero essere ancora orgogliosi del proprio paese, per tutti quegli italiani che ancora cercano le ragioni profonde di uno stare insieme, di un riconoscersi, di un apprezzarsi. Ecco, Roberto Saviano, quel che questo ragazzo rappresenta, e’ una delle ragioni: l’idea di un paese normale in cui legalita’ e giustizia abbiano di nuovo un senso concreto, al di la’ della retorica, al di la’ della propaganda”. “Non come concessione dall’alto ma come obbligo civile: perche’ altrimenti la politica non ha piu’ alcuna ragione d’essere… Non puo’ piacere un paese che, attraverso la televisione pubblica, mette in conto di tagliare cio’ che in una democrazia non puo’ mai essere messo in un angolo: lo spirito critico, la forza della parola, la rabbia della verita’. Se una tv pubblica fa questo, e’ inutile che si fregi di quell’aggettivo – pubblico – che dovrebbe essere garanzia di serieta’, di approfondimento, di pluralita’”. Una tv pubblica che si accontenta di sorvolare senza entrare mai nel merito “non dovrebbe chiamarsi cosi'”, perche’ non e’ pubblico un servizio che nasconde la polvere del paese sotto il tappeto di un’insostenibile leggerezza. Un’informazione pubblica che si attarda a parlare di cio’ che cantano gli italiani sotto la doccia o dell’incubo della prova costume (provate a indovinare chi e’ stato?) forse dovrebbe ringraziare quelli come Roberto Saviano, che si ostinano a pensare che fare domande e cercare risposte sia l’anima di ogni democrazia”. (AGI) Ted

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