INTERCETTAZIONI: BERLUSCONI VUOLE TEMPI BREVI ANCHE A CAMERA (IL PUNTO)

INTERCETTAZIONI: BERLUSCONI VUOLE TEMPI BREVI ANCHE A CAMERA (IL PUNTO)
(ASCA) – Roma, 14 giu – Silvio Berlusconi, proveniente dalla sua visita ufficiale in Bulgaria, ha passato la domenica in Libia dove l’imprenditore svizzero Max Goeldi ha potuto abbandonare questo paese dov’era trattenuto dal 2008. Il presidente libico Gheddafi ha ringraziato il premier italiano per il ruolo di mediazione svolto nella vicenda. Le autorita’ libiche hanno annunciato anche il rilascio di tre pescherecci italiani di Mazara del Vallo fermati nei giorni scorsi dalla marina di Tripoli. ”Il ruolo del premier Berlusconi per risolvere il contenzioso tra la Libia e la Svizzera e’ stato determinante, per questo motivo lo Stato libico ringrazia l’Italia per tutti gli sforzi messi in atto”, ha dichiarato il primo ministro libico Bagdadi Ali al Mahmoudi. A commentare entusiasticamente il viaggio del presidente del Consiglio a Tripoli e’ Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl: ”Berlusconi risolve problemi nel mondo. In Italia i somari ragliano critiche. Bravo presidente, avanti cosi’. L’Italia ora conta e i falliti della sinistra muoiono di invidia”. Sono intanto l’iter del disegno di legge sulle intercettazioni approdato alla Camera dopo il voto di fiducia del Senato insieme alle questioni della riforma della giustizia a preoccupare la maggioranza. Su quest’ultima questione il guardasigilli Angelino Alfano, in una intervista al ”Corriere della Sera”, annuncia: ”Io sono pronto: a settembre la presento al Consiglio dei ministri e poi la porteremo in Parlamento”. I punti qualificanti della riforma, precisa, sono tre: ”La separazione degli ordini tra Pm e giudicanti con percorsi separati fin dall’inizio, la creazione di due Csm e di un meccanismo disciplinare che risolva il problema di una giustizia troppo domestica in questo campo”. Quanto alle richieste della minoranza finiana del Pdl per ulteriori modifiche del ddl sulle intercettazioni approvato da Palazzo Madama, il ministro puntualizza: ”Nessuno puo’ negare che il testo uscito dal Senato ha recepito molte osservazioni di Fini e dei finiani e quando c’e’ stata la votazione nel Comitato di presidenza del Pdl i finiani hanno votato a favore”. Il presidente della Camera Gianfranco Fini potrebbe adottare una inappuntabile strategia istituzionale: inviare il testo approvato dal Senato in Commissione giustizia in modo da accogliere le richieste delle opposizioni sulla necessita’ di un tempo congruo per la discussione. A questo proposito, Fini incontra oggi Giulia Bongiorno, presidente della Commissione giustizia, e i tecnici di Montecitorio per fare il punto sui tempi relativi al confronto sul ddl sulle intercettazioni. Voci insistenti dicono che ci sarebbe un link tra Fini e Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, per dare priorita’ a Montecitorio alla discussione sulla manovra da 25 miliardi di euro a scapito delle norme sulle intercettazioni. Il che potrebbe significare che l’Aula della Camera si occuperebbe di intercettazioni tra la fine di luglio e gli inizi di agosto, o – come chiede il Pd – addirittura a settembre. Berlusconi preferirebbe invece tempi brevi per la discussione a Montecitorio con il ricorso al voto di fiducia pure alla Camera. Nel frattempo le richieste di migliorare il testo non provengono solo dalle fila dei finiani. Beppe Pisanu, presidente della Commissione antimafia ed ex ministro dell’Interno, auspica un ripensamento: ”Ben vengano le migliorie al testo. Come si fa a non augurarselo?”. A pensarla cosi’ e’ anche Gaetano Pecorella, deputato del Pdl e tra gli avvocati di Berlusconi: ”Una legge va fatta con la testa e non con la rivoltella”. Per lui, sono almeno due i punti da migliorare: salvaguardia della privacy e tutela della liberta’ di stampa. Umberto Bossi avverte a nome della Lega: ”Se dovessero esserci delle modifiche, il testo non passa piu’. Se si intercetta bisogna salvaguardare i cittadini, e quindi intercettare con molta cautela”. ”Lavoreremo anche ad agosto purche’ il ddl venga approvato entro la sessione estiva”, dichiara Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl a Montecitorio. Ma il deputato finiano Fabio Granata avverte: ”Nell’iter del ddl intercettazioni alla Camera non c’e’ nulla di scontato. I berlusconiani dicono che il testo verra’ approvato entro luglio senza modifiche? Improbabile”. A complicare il quadro per il governo ci pensa pure la posizione del Quirinale. Venerdi’ scorso ha fatto rumore la notizia che il presidente Giorgio Napolitano avrebbe rifiutato di incontrarsi con il guardasigilli Alfano che voleva sondare la posizione del capo dello Stato sul prosieguo dell’iter del ddl sulle intercettazioni. Il Quirinale non vuole essere coinvolto in negoziati che esulano dalle proprie funzioni e mantiene uno stretto riserbo sul giudizio del presidente Napolitano rispetto all’eventuale promulgazione della legge, se il testo non fosse modificato.

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