INCHIESTA TELECOM:GUP,DOSSIER IN INTERESSE TRONCHETTI

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(RIEPILOGO) INCHIESTA TELECOM:GUP,DOSSIER IN INTERESSE TRONCHETTI
(AGI) – Milano, 14 giu. – I vertici di Telecom e Pirelli “erano perfettamente consapevoli” dei dossier illeciti ‘firmati’ della struttura capeggiata da Giuliano Tavaroli, le cui attivita’ “erano idonee a soddisfare e a corrispondere a specifici interessi delle aziende e del gruppo dirigente rappresentato dal presidente Marco Tronchetti Provera e dall’ amministratore delegato Carlo Buora”. Il gup milanese Mariolina Panasiti spiega in 303 pagine di motivazioni perche’, il 28 maggio scorso, ha ratificato 16 patteggiamenti, tra cui quelli delle due societa’, dell’allora capo della Security Giuliano Tavaroli e di Fabio Ghioni, l’ex leader del ‘Tiger Team’,la squadra di informatici interna a Telecom. Una sentenza che aveva anche fatto cadere l’accusa di appriopriazione indebita nei confronti dello stesso Tavaroli e dell’investigatore privato Emanuele Cipriani, lasciando intendere di non ritenere i report illeciti compiuti a danno delle aziende, ma, semmai, attivita’ avvenute nel loro interesse. Concetto reso esplicito in diversi passaggi delle motivazioni, amplificato da piu’ d’un accenno critico verso la Procura, la quale, invece, ha sempre ritenuto “schegge impazzite” Tavaroli, Cipriani, Ghioni e gli appartenenti allle forze dell’ordine, assoldati per sgretolare la privacy di vip, concorrenza e semplici dipendenti. Un’attivita’ che ha costituito “una gravissima intromissione nella vita privata delle persone mossa da logiche partigiane nella contrapposizione tra blocchi di potere economici e finanziari, logiche che tendono a beneficiare non già  l’azienda come tale, ma chi in un dato momento storico ne è il proprietario di controllo”. Al “proprietario”, Marco Tronchetti Provera, il gup rimprovera “l’ostinato diniego di ogni consapevolezza di quanto accadeva nelle aziende da lui, almeno formalmente, gestite”, anche rispetto all’esistenza del cosiddetto ‘Fondo del Presidente’, da dove passavano contabilita’ e fatture destinate ai consulenti esterni della Security per operazioni ‘non convenzionali’. “Le richieste di acquisizione di informazioni e di intrusione informatica – sottolinea Panasiti – erano attivita’ strettamente pertinenti a scelte aziendali, nelle due aziende pienamente condivise e conosciute”. E, ragiona il gup, la trattativa per una richiesta di patteggiamento a una sanzione pecuniaria condivisa da Procura e Telecom e Pirelli, dimostra che i pm Piacente, Civardi, Napoleone, hanno, di fatto, ammesso che le violazioni della privacy avvenivano nell’interesse delle aziende. “Le società  – sintetizza Panasiti – erano perfettamente consapevoli, non soltanto attraverso gli organi apicali della security, Tavaroli, Iezzi (ndr ex Pirelli), eventualmente Ghioni per uno specifico settore, ma anche complessivamente nell?ambito aziendale, a tutti i livelli, e, soprattutto da parte dei settori ovvero degli uffici preposti al pagamento delle fatture medesime, che le fatture erano emesse da società  estere per una attività  che formalmente era stata devoluta alla esecuzione di ben individuate, immutabili e ben conosciute persone fisiche (Cipriani e l’ex funzionario del Sisde Marco Bernardini)”. La Procura, secondo il gup, si e’ contraddetta accusando di appropriazione indebita Tavaroli e Cipriani perche’ avrebbero agito per svuotare le casse delle societa’ e, al tempo stesso, contestando alle aziende la violazione della legge 231 dl 2001, quella che punisce le societa’ per non aver vigilato sulla correttezza dell’operato dei dipendenti. Insomma, per il gup le tesi di Telecom, Pirelli e pm “sono smentite dagli atti processuali” e, per questo, chiede di accertare eventuali responsabilita’ del management. La Procura lo fara’ dopo che saranno depositate, nei prossimi giorni, anche le motivazioni delle altre decisioni, oltre a quelle sui patteggiamenti, prese dal giudice al termine dell’udienza preliminare. Panasiti aveva, tra l’altro, prosciolto l’ex capo del controspionaggio Marco Mancini, nel merito e per prescrizione per alcune imputazioni, per il segreto di Stato in relazione ad altre accuse. (AGI) Cli/Gla