EDITORIA:LE MONDE,DECISIONE SU OFFERTE RINVIATA AL 30 GIUGNO

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EDITORIA:LE MONDE,DECISIONE SU OFFERTE RINVIATA AL 30 GIUGNO
ANCORA POLEMICHE SU INTERVENTO SARKOZY, MA L’UMP SMENTISCE
PARIGI
(ANSA) – PARIGI, 14 GIU – La decisione sul futuro del quotidiano Le Monde slitta a fine mese. Il consiglio di sorveglianza, la cui decisione era inizialmente prevista per oggi, si pronuncerà  infatti il prossimo 30 giugno sull’offerta da accettare per la ricapitalizzazione della società  editrice del giornale, il cui debito sfiora i 100 milioni di euro. Per lo storico quotidiano francese, fondato nel dicembre 1944 da Hubert Beuve-Mery, che rischia l’insolvenza a luglio, i finanziamenti diventano urgenti. Al momento sono solo due i concorrenti in corsa: la cordata che riunisce i tre uomini d’affari Pierre Bergé, Xavier Niel e Matthieu Pigasse, e quella guidata dal gruppo Sfa, editore del settimanale Le Nouvel Observateur. Ma nuovi attori potrebbero a questo punto fare la loro comparsa nei prossimi giorni. Riguardo all’investimento necessario, le opinioni divergono. Per alcune fonti vicine al dossier, il prezzo da pagare per la quota di controllo del gruppo oscillerebbe tra gli 80 ed i 120 milioni di euro. Ma il conto da pagare potrebbe essere più salato e sfiorare i 200 milioni di euro secondo Jean-Clement Texier, patron della filiale francese del gruppo svizzero Ringier, che ha deciso di rinunciare all’affare, intervenuto a France Culture. Intanto continua a sollevare polemiche l’intervento in prima persona nella vicenda, confermato due giorni fa dal direttore di Le Monde Eric Fottorino, del presidente Nicolas Sarkozy, che avrebbe fatto capire che l’offerta del trio Bergé-Niel-Pigasse non sarebbe di suo gradimento. Stamane la Società  dei lettori di Le Monde (Slm), uno degli azionisti di minoranza del quotidiano parigino, ha definito “inaccettabile” l’intervento di Sarkozy. Ma per il portavoce del partito di maggioranza, Ump, si tratta solo di “voci grottesche propagate dalla stampa”. (ANSA).
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Apc-Editoria/ Ocse:2009 anno nero mercato quotidiani, Italia -18% -2-
Da internet solo 4% ricavi, e pochi vogliono pagare news online

Roma, 14 giu. (Apcom) – Prosegue intanto la diffusione delle notizie via internet: in alcuni paesi Ocse le consulta metà  della popolazione, tuttavia in altri la quota cala al 20 per cento. In questo caso i più attivi sono i giovani, delle fase tra 25 e 34 anni di età . Ma al momento resta difficile guardare a questo canale come a una scappatoia sul calo dei ricavi: “la propensione a pagare per le news online resta bassa”, avverte l’Ocse, e stenta a decollare l’apporto dei ricavi pubblicitari online, in media rappresentano sono il 4 per cento del fatturato totale dei quotidiani.

Eppure le news sono un richiamo notevole sul generale utilizzo del web: circa il 5 per cento di tutte le visite in rete è fatto per leggere notizie, rileva l’Ocse. Diversi grandi quotidiani hanno visto aumentare i numeri di contatti ai loro portali e secondo l’ente parigino cruciale in queste dinamiche è il ruolo giocato dai portali di ricerca internet, come Google, nelle loro sezioni dedicate alle news.

C’è poi un generale problema di qualità  delle notizie. “Tenuto conto del ruolo dell’informazione nelle società  democratiche – dice l’Ocse – la questione di come si creino e si distribuiscano le notizie ha rilevanza pubblica. La questione è se e come la produzione di notizie di elevata qualità  possa essere lasciata esclusivamente alle forze di mercato”. Alcuni paesi hanno adottato misure a sostegno dell’editoria per fronteggiare la crisi sul breve termine, si legge, più di recente ci si chiede quale ruolo possano giocare le autorità  per preservare una stampa locale pluralista, senza però minarne l’indipendenza. Le ipotesi aperte al dibattito riguardano il come migliorare o intensificare i sostegni al settore, e la loro eventuale estensione ai fornitori di news online, ma anche “nuovi approcci” alla protezione dei contenuti del quotidiani, il tema generale delle regole nell’editoria, il ruolo delle emittenti pubbliche e l’affidabilità  della governance delle testate online.

Voz

141640 giu 10