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TLC: ANTITRUST, RECUPERARE RITARDI; BERNABE’ CONCORDA /ANSA

ECO:TLC
2010-06-15 18:07
TLC: ANTITRUST, RECUPERARE RITARDI; BERNABE’ CONCORDA /ANSA
ROMANI, A BREVE TAVOLO COMUNE; BERTOLUZZO,SIAMO A BRACCIA APERTE
MILANO
(ANSA) – MILANO, 15 GIU – Antitrust, Telecom e operatori alternativi riaffermano i loro punti di vista sulla banda larga in Italia, ma il fattore tempo sembra diventare determinante. “Va recuperato il ritardo”, bacchetta l’Authority guidata da Antonio Catricalà  nella sua relazione annuale, e il vice ministro Paolo Romani cerca di stringere promettendo che nei prossimi giorni chiamerà  i principali protagonisti a discuterne a un tavolo comune. La ‘moral suasion’ del Governo parte da un punto condiviso: le infrastrutture. “Su questo stiamo aprendo il confronto, a giorni auspico ci possa essere quell’incontro di cui si parla da tempo” tra Telecom, Vodafone, Fastweb e Wind, ha detto Romani a margine della relazione annuale al Parlamento da parte del Garante della concorrenza. L’Autorità  “non è pregiudizialmente contraria a ipotesi di cooperazione tra imprese rivali, purché siano garantite l’assenza di pratiche nocive per la concorrenza e la neutralità  nella gestione della rete. Le regole di governance dovranno a tal fine essere valutate dall’Antitrust”, fa presente Catricalà  nella sua relazione. Si ammorbidisce dunque la posizione dell’Authority, storicamente contraria ai consorzi tra imprese concorrenti. “Una società  che avesse tra i propri soci tutti i concorrenti nella trasmissione a banda larga – rifletteva un paio d’anni fa lo stesso Catricalà  – costringerebbe noi a una vigilanza praticamente impossibile e l’Autorità  per le tlc a una regolazione troppo dettagliata, oltre tutto con scarsi risultati”. Qui però si parla di cavidotti, fibre spente ed eventualmente i tralicci per la copertura radio che, spiega un esperto come Stefano Pileri, presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, “possono essere un fattore comune a tutti e che rappresentano il 65% dell’investimento totale”. “La dimensione degli investimenti richiede l’intervento di più soggetti privati e di società  pubbliche che ritengano profittevole la spesa”, sottolinea nella sua relazione Catricalà . Un riferimento condiviso dall’amministratore delegato di Telecom, Franco Bernabé, per il quale è giusto che ci sia “un intervento pubblico” e che siano garantite “condizioni di redditività  degli investimenti”. Intanto arriva dal Financial Times un nuovo pungolo: Telecom Italia dovrebbe “mettere da parte le sue tendenze da monopolista e unirsi al consorzio” composto dagli operatori alternativi, scrive il giornale in articolo del suo columnist, Paul Betts. “Siamo a braccia aperte”, commenta l’amministratore delegato di Vodafone Italia, Paolo Bertoluzzo. “E’ la logica della nostra iniziativa – ha detto a margine della relazione annuale dell’Antitrust – è un’iniziativa di sistema che è tanto più di successo e forte per il Paese, tanto più è partecipata da tutti”. “Il ruolo del governo – ha osservato l’ad – è fondamentale, così come quello dell’Autorità “, il cui punto di vista sulle tlc è definito “assolutamente condivisibile”. (ANSA).
BF/ S42 S0A QBXB