Dossier illegali/ Domani udienza distruzione atti, durerà  anni

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Apc-Dossier illegali/ Domani udienza distruzione atti, durerà  anni
Nuovi accertamenti su Telecom affidati a pm Robledo

Milano, 17 giu. (Apcom) – Inizierà  domani mattina davanti al gip Giuseppe Gennari l’udienza per decidere la distruzione delle informazioni riservate illecitamente acquisite nell’ambito della vicenda che ha coinvolto una struttura illegale interna a Telecom e Pirelli. Si tratta di un’udienza praticamente imposta dalla Corte Costituzionale che confermando la validità  della norma approvata dal Parlamento aveva rigettato le eccezioni proposte dallo stesso giudice Gennari e da altri suoi colleghi.
All’udienza parteciperanno le 130 parti sinora dichiaratesi interessate alla distruzione dei dossier, i 34 imputati, i loro difensori. Tutti dovrebbero interloquire con i pm davanti al giudice su ciascuno dei 20mila files informatici che compongono i 4.287 dossier su persone e 132 su società . L’udienza è destinata a durare in teoria alcuni anni perchè si dovrà  discutere uno per uno ogni atto da distruggere. Alla tappa di domani ne seguirà  un’altra a luglio, poi si andrà  a dopo l’estate.
Intanto la procura è al lavoro per decidere quali iniziative adottare dopo che il gup Mariolina Panasiti ha trasmesso all’ufficio inquirente gli atti per individuare ulteriori responsabilità  nella vicenda dei dossier illegali. Il gup, facendo cadere l’accusa di appropriazione indebita e motivando i patteggiamenti di una parte degli imputati affermava che i reati potrebbero essere stati commessi nell’interesse delle aziende, Telecom e Pirelli, del proprietario di controllo all’epoca dei fatti Marco Tronchetti Provera. Questi nuovi accertamenti sono stati affidati da Edmondo Bruti Liberati, capo del dipartimento dei reati contro la pubblica amministrazione e nominato capo della procura dal Csm, al procuratore aggiunto Alfredo Robledo, un magistrato diverso dai due pm, Nicola Piacente e Stefano Civardi, che si erano occupati del troncone principale. Le nuove indagini riguardano fatti sui quali a dicembre prossimo interrà  la prescrizione che però sarà  possibile interrompere inviando inviti a comparire a eventuali nuovi indagati. La “scadenza” sarebbe in questo modo rinviata di un anno e mezzo, un periodo di tempo comunque non sufficiente a celebrare tre gradi di giudizio.
La procura inoltre dovrà  decidere se ricorrere in Cassazione contro il proscioglimento deciso dal gup di chi rispondeva di appropriazione indebita. Il rischio è quello di una sorta di “illogico giudiziario” perchè lo stesso ufficio si troverebbe a sostenere con le sue iniziative due tesi diverse, continuando a perseguire da un lato l’appropriazione indebita e dall’altro cercando di individuare gli eventuali concorrenti in relazione alle informazioni riservate illecitamente acquisite attraverso la corruzione di pubblici ufficiali. La decisione della procura di Milano sul ricorso alla Suprema Corte arriverà  a fine mese dopo che il gup Panasiti avrà  depositato le motivazioni dei proscioglimenti.

Frk

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