Rai: dirigenti, no a pressioni politica che lega mani ad azienda

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18 Jun 2010 12:02 CEDT Rai: dirigenti, no a pressioni politica che lega mani ad azienda

ROMA (MF-DJ)–L’Assemblea dei dirigenti Rai esprime “forte preoccupazione per l’evidente tentativo di delegittimare il senso stesso dell’esistenza di un servizio pubblico radiotelevisivo, sulla base di elementi di fatto gravemente manipolati, quando non del tutto falsi”.
L’associazione dei dirigenti Rai sottolinea in una nota come sia “ormai intollerabile la pressione della politica che, invece di lavorare nell’obiettivo di un’azienda libera, autonoma e sana, si ricorda della Rai solo per legarle le mani nella competizione di mercato con obblighi e vincoli destinati a mortificare l’azienda in un angolo di marginalizzazione e progressiva, inevitabile asfissia”.
In particolare, i dirigenti criticano “la natura giuridica della Rai, sempre piu’ assimilata a quella di un Ministero, che le impedisce di stare anche solo lontanamente al passo con le innovazioni tecnologiche, l’imposizione di continui obblighi di programmazione di assai dubbia utilita’, la totale assenza di risposte al clamoroso fenomeno dell’evasione, la pretesa di fare per decreto una sorta di piano industriale dell’azienda che comporterebbe migliaia di licenziamenti senza alcun beneficio per l’erario”.
Per questo, l’associazione dei dirigenti invita la Rai a “non sottoscrivere il nuovo Contratto di Servizio fino a che esso conterra’ la previsione di obblighi privi di finanziamento tali da costringere la Rai ad essere inadempiente o a spendere risorse che non ha. Senza contare il ridicolo obbligo di pubblicazione delle retribuzioni nei titoli di coda che molto ha a che fare con i termini demagogia e pressapochismo e nulla con la voce trasparenza”.
“In assenza di iniziative concrete da parte dell’azienda per la sua stessa tutela – prosegue la nota – l’associazione si impegna a procedere direttamente a far valere presso le autorita’ giudiziarie competenti il diritto della Rai al finanziamento con risorse pubbliche delle attivita’ di servizio”. I dirigenti chiedono inoltre al Cda e al direttore generale “ad astenersi da comportamenti incoerenti in un momento di crisi economica, evitando di dispensare consulenze a persone di assai dubbia utilita’”. com/rov

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June 18, 2010 06:02 ET (10:02 GMT)

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