INTERCETTAZIONI:BERLUSCONI,MODIFICHE MA SI APPROVI DDL

INTERCETTAZIONI:BERLUSCONI,MODIFICHE MA SI APPROVI DDL/ANSA
CONTROLLATI IN 10 MILIONI;NO VETI E CALENDE GRECHE;BOSSI LEALE
ROMA
(di Paola Spadari) (ANSA) – ROMA, 19 GIU – Silvio Berlusconi apre alle modifiche ma non demorde: è necessario approvare il provvedimento che limita l’uso e la pubblicazione delle intercettazioni. E pur non fissando un termine per il varo del ddl da parte del Parlamento ammonisce affinché si evitino “le calende greche”. Il premier sceglie i “Promotori della libertà ” per inviare questo messaggio, dopo che il Pdl ha deciso di dare il via libera a quei ritocchi per la legge chiesti con determinazione dai “finianì e dall’opposizione. “Dobbiamo impedire che questa legge subisca la triste sorte che di solito tocca alle leggi che non piacciano alla sinistra e ai suoi pm politicizzati. Cambiamola – dice il premier in un videomessaggio – emendiamola, rivediamola, ma approviamola è nell’interesse di tutti, altro che casta”. Silvio Berlusconi, che si ci tiene a sottolineare la lealtà  di Umberto Bossi (“alleato sicuro”), ribadisce l’importanza del ddl sulle intercettazioni (ora all’esame del Senato) cifre alla mano nell’intento di dimostrarne l’abuso. “In Italia – a dispetto di quello che dice l’Anm – potrebbero esserci anche 10 milioni di persone spiate, cifre – sostiene – che non hanno eguali nel mondo”. Il premier chiama quindi alla mobilitazione i “Promotori della Liberta” denunciando “l’abuso sistematico delle intercettazioni telefoniche e la loro pubblicazione sui giornali o addirittura in televisione”. “Nessuno sta mettendo in discussione l’utilità  delle intercettazioni nella lotta al terrorismo e alla criminalità  organizzata – dice – e non è vero che si vuol tutelare una presunta casta come affermano, sapendo di mentire, la sinistra, la lobby dei magistrati politicizzati e i giornalisti di sinistra: il problema è semplice e grave, siamo tutti spiati”, dice il Cavaliere. Una tesi che Berlusconi torna a supportare con i numeri: in Italia ci sono quasi 150.000 telefoni sotto controllo, nell’ipotesi che gli intercettati parlino magari del tempo con altre 50 persone arriviamo a 7 milioni e mezzo di italiani controllati ma non è lontano dal vero chi ipotizza 10 milioni di intercettati vale a dire un italiano su 6. “E’ un numero che non ha eguali al mondo”, aggiunge. “Basti dire che negli Usa dove la popolazione è superiore di sei volte alla nostra le intercettazioni non arrivano neppure a 20 mila. E i telefoni intercettati negli Usa, in Gran Bretagna, in Germania e in Francia non arrivano alla metà  di quelli intercettati in Italia” afferma il premier. Berlusconi quindi lamenta i troppi “veti” alla Camera, temendo che causino un rinvio “alle calende greche” del ddl. “Per questo – dice il premier rivolto ai “Promotori della Libertà  – vi chiedo di unire la vostra voce alla mia per dire che è in pericolo il sacrosanto diritto alla privacy. Non si può dire altro quando anche il più innocente dei cittadini viene sottoposto alle intercettazioni, spiato per mesi e poi messo alla gogna sui giornali”. Il Cavaliere ha messo in agenda un altro tema: le riforme istituzionali ribadendo la necessità  di avere maggiori poteri per poter governare. “Fare le leggi sta diventando ogni giorno più difficile e lo sarà  fintanto che non saremo riusciti ad approvare le riforme istituzionali necessarie per ammodernare l’architettura costituzionale dello Stato, così da dare al nostro premier gli stessi poteri degli altri leader europei, riducendo il numero di parlamentari e di chi vive di politica e rendendo meno lunghi ed estenuanti i percorsi per l’approvazione delle leggi”. Riforme, dunque, “pienamente condivise dalla Lega”. Parole che si propongono di rassicurare dopo le indiscrezioni che parlavano un’incrinatura nei rapporti con la lega sulla vicenda del ddl intercettazioni. (ANSA).
SPA/ S0A QBXB

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