Mito settembre cultura. La qualità  ha un prezzo

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Il presidente di MiTo SettembreMusica, il finanziere Francesco Micheli, commenta i recenti tagli del governo a musei, fondazioni e manifestazioni culturali e spiega perché sono sbagliati.
“I tagli alla cultura sono un autogol soprattutto in un Paese come il nostro che possiede uno dei maggiori bacini culturali del mondo. La cultura è il nostro petrolio. Ma a differenza del petrolio è a prova di futuro e soprattutto non è sostituibile con energie alternative. E per giunta la cultura costa molto poco rispetto ad altre voci di spesa dello Stato”, dice Micheli.
“Io non ho nulla in contrario alla razionalizzazione della spesa, anzi sono favorevole a scelte che riguardino efficienza e qualità  degli interventi e delle proposte culturali”, precisa Micheli. “Però la cultura in nessun Paese può essere ‘profit’ e dunque necessita obbligatoriamente dell’intervento dello Stato. Qualche sforbiciata intelligente ci può stare. Anzi, è benvenuta. Ma le risorse vanno aumentate. E vanno date a chi merita, aprendo le porte ai giovani”.
“Con MiTo SettembreMusica abbiamo messo in piedi una macchina culturale straordinaria”, dichiara Micheli. “Il problema è che dopo tre anni di bilancio in pareggio, di gestione virtuosa in pieno rispetto del budget adesso ci ritroviamo sotto di 750mila euro. Malgrado i tagli ho mantenuto i 261 eventi di musica in programma. Guai ai festival che annunciano e poi cancellano! Non c’è niente di peggio per la credibilità  a livello artistico internazionale”.
Quest’anno MiTo SettembreMusica, arrivata alla quarta edizione, deve fare i conti con un budget amputato di 750mila euro.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 407 – giugno 2010

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