PDL: MANOVRA E INTERCETTAZIONI, OGGI UN NUOVO VERTICE (IL PUNTO)

PDL: MANOVRA E INTERCETTAZIONI, OGGI UN NUOVO VERTICE (IL PUNTO)
(ASCA) – Roma, 22 giu – Il presidente del Consiglio si appresta a partire per un viaggio ufficiale in Canada (a Toronto il 26 e 27 giugno si svolgera’ la riunione del G20), Panama e Brasile che lo terra’ lontano da Roma per una settimana. Da qui la decisione di tenere un vertice del Pdl oggi alle 14 a Palazzo Grazioli per fare il punto sulla situazione politica, in particolare sugli iter legislativi della manovra economica e del disegno di legge sulle intercettazioni. Al vertice parteciperanno i coordinatori del partito Ignazio La Russa, Denis Verdini e Sandro Bondi, i capigruppo di Camera e Senato Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello. Secondo alcune indiscrezioni, i finiani – che non hanno rappresentanti in queste riunioni di vertice del Pdl – avrebbero fatto recapitare al premier le condizioni per ritrovare l’armonia interna al partito: nomina di nuovi coordinatori e di un nuovo vice capogruppo alla Camera dopo le dimissioni di Italo Bocchino, avvio dell’iter congressuale del partito come ha chiesto piu’ volte Gianfranco Fini. I suoi piu’ stretti collaboratori mantengono uno stretto riserbo sulle intenzioni del presidente del Consiglio, ma gli ultimi interventi in alcune iniziative del Pdl (al convegno della Fondazione Liberamente dello scorso fine settimana, ad esempio) indicano che Berlusconi resta contrario alle pressioni dei finiani che minerebbero l’unita’ del Pdl e non ha gradito la presa di distanza della Lega su alcuni contenuti della manovra e sulle intercettazioni. Il premier ha pero’ dovuto prendere atto che sono necessarie modifiche su entrambi i provvedimenti e che l’approvazione definitiva del disegno di legge sulle intercettazioni potrebbe addirittura slittare a settembre. Ieri e’ c’e’ stato l’auspicio del presidente Giorgio Napolitano a dare priorita’ alla manovra economica, mentre la riunione dei capigruppo alla Camera che si e’ svolta nel pomeriggio non ha deciso alcunche’ rispetto alla calendarizzazione del disegno di legge sulle intercettazioni su cui e’ iniziato il confronto nella Commissione giustizia di Montecitorio. Berlusconi non ha neppure gradito le voci che si sono diffuse sui possibili emendamenti della maggioranza alla manovra che potevano riguardare un condono edilizio, anche nelle aree protette, e un ulteriore condono fiscale. Per smentire queste notizie, sono dovuti intervenire il sottosegretario Paolo Bonaiuti e il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri. E lo stesso ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha confermato che all’orizzonte non ci sono nuovi condoni. Il governo ha invece intenzione di raggruppare in un maxiemendamento le correzioni al decreto legge che dev’essere approvato entro la fine di luglio pena la sua decadenza senza escludere la richiesta di un voto di fiducia. L’iter stabilito dalla maggioranza prevede che la manovra economica venga discussa dall’Aula del Senato a iniziare dall’1 luglio per poi passare alla Camera dopo l’approvazione di Palazzo Madama. La compattezza del Pdl e del governo, che Berlusconi non manca occasione di auspicare, non poi stata aiutata dalle dichiarazioni fatte da Umberto Bossi e da altri esponenti della Lega nel tradizionale raduno annuale di Pontida. I distinguo sulla nomina di Aldo Brancher a ministro per l’Attuazione del federalismo, la richiesta di spostare alcuni ministeri al nord, la polemica sull’inno nazionale di Mameli che non riguarderebbe la Padania, hanno provocato la reazione di Fini che e’ tornato a parlare di un Carroccio che ”rischia di minare la coesione nazionale del Paese”. Se la riunione di vertice del Pdl di oggi non potra’ che prendere atto delle necessarie modifiche alla manovra economica e dei tempi piu’ lunghi per ottenere la definitiva approvazione del disegno di legge sulle intercettazioni, e’ probabile che Berlusconi usi la sua assenza da Roma per riflettere su qual e’ la migliore strategia per far fronte alle intemperanze della maggioranza. Il presidente del Consiglio, come piu’ volte trapelato, non escluderebbe tra le ipotesi in campo – dopo l’approvazione della manovra – anche quella della presa d’atto della necessita’ di una fine anticipata della legislatura per cogliere in contropiede sia i finiani sia l’opposizione per poi aprire la strada, in caso di successo elettorale, alle riforme costituzionali per dare piu’ poteri al premier. L’opzione alternativa, quella di continue mediazioni all’interno della maggioranza, e’ quella che meno convincerebbe Berlusconi. Intanto l’opposizione attacca l’esecutivo e la maggioranza per la ”penosa giostra di notizie” relative ai possibili emendamenti alla manovra economica. Dichiara Francesco Boccia, Coordinatore delle Commissioni economiche del Gruppo del Pd alla Camera: ”Ribadiamo che notizie di condoni di qualsiasi tipo, edilizio o fiscale, per il Pd significano la rottura di spazi di dialogo”.

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