RAI: ADRAI A MASI “NON CAPISCE PROBLEMI O NON SE NE FA CARICO”

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RAI: ADRAI A MASI “NON CAPISCE PROBLEMI O NON SE NE FA CARICO”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Direttore della Rai Masi, in un’intervista apparsa oggi sul “Messaggero”, dice: “Se ho ben capito il documento dei dirigenti della Rai e’ rivolto all’emendamento Calderoli e alla pubblicazione dei nostri stipendi””. E’ quanto si legge in una nota dell’Adrai che aggiunge: “Parafrasando una vecchia canzone, verrebbe da rispondere al DG che non c’e’ niente da capire. Sarebbe bastato leggere. Il comunicato dell’Adrai lo hanno capito tutti. Qualcuno ne ha pure affisso una copia davanti agli ascensori di Viale Mazzini. Solo il Direttore Generale appare teso in uno sforzo di comprensione, quasi avessimo usato arcani linguaggi ormai scomparsi.
Certo che ce l’abbiamo con l’emendamento Calderoli. Comporterebbe oltre 2.000 licenziamenti, il che non ci sembra affatto tranquillizzante. Al contrario, non abbiamo alcun problema sulla pubblicazione degli stipendi, purche’ fatta con modalita’ che abbiano un senso, come del resto era scritto. In ogni caso, questo e’ solo l’aspetto marginale di uno degli svariati punti contenuti nel comunicato”.
(ITALPRESS) – (SEGUE).
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“Per il resto – prosegue la nota – e’ sfuggito al DG che abbiamo: 1) chiesto di non firmare il contratto di servizio finche’ contiene l’imposizione di impegni aggiuntivi e non finanziati; 2) preso l’impegno di far causa per ottenere i finanziamenti pubblici negli anni indebitamente surrogati dalle entrate pubblicitarie per circa 1.2 miliardi di euro; 3) invitato a soprassedere, in un momento di crisi, all’affidamento di consulenze di assai dubbia utilita’ e a nomine prive di fondamento professionale; 4) invitato la politica ad occuparsi seriamente di Rai, evitando di generare essa stessa buona parte di quei costi di cui poi si scandalizza; 5) affermato che secondo noi un servizio pubblico serio, autorevole e autonomo e’ importante, ma se che si ritiene che non sia cosi’, ci si tolga il canone e si fissino per Rai i medesimi tetti pubblicitari dei concorrenti.
Ci sembrano posizioni e proposte che vanno un po’ oltre il sintetico riepilogo offerto da Masi al “Messaggero” e che di “conservativo” hanno ben poco.
Quel che e’ certo e’ che il Direttore Generale o non le ha capite, o ha deciso di non farsene minimamente carico, cosa che del resto non ci stupisce: speravamo di trovare nella sua intervista qualche risposta alle nostre esortazioni. Non ce n’e’ neanche l’ombra. Ce lo aspettavamo”.
(ITALPRESS).
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