Apc-Intercettazioni/ Opposizione chiede audizioni,maggioranza dice no

Apc-Intercettazioni/ Opposizione chiede audizioni,maggioranza dice no

Entro domani la decisione della Bongiorno. Costa: “Vedremo”
Roma, 23 giu. (Apcom) – Tutto rinviato di 24 ore: questo il tempo che la presidente della Commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, ha per decidere se accettare o meno la richiesta di un nuovo giro di audizioni sul ddl intercettazioni, giunto a Montecitorio “profondamente modificato”, secondo l’opposizione, rispetto al testo licenziato nel giugno del 2009.
Per questa ragione i parlamentari di Udc, Idv e Pd hanno chiesto alla presidenza un nuovo giro di audizioni, riconvocando tutti i principali attori della vicenda, dalla Anm al procuratore antimafia Piero grasso, alle associazioni degli editori e dei giornalisti. Una richiesta che ha fatto rizzare i capelli in capo alla maggioranza che, con i capigruppo di Pdl e Lega, Enrico Costa e Carolina Lussana, si è nettamente opposta a questa richiesta.
“Su questo ddl – ha detto Costa – abbiamo già  ascoltato oltre 60 persone fisiche e 23 giuridiche e fatto, tra Camera e Senato, 23 sedute di commissione più il lavoro in Aula. Non vedo la necessità  di nuove audizioni e poi sarebbe molto, molto molto strano fare audizioni su un testo che arriva alla Camera in terza lettura. Non è quasi mai successo”. Stessa tesi anche per Lussana, che al termine dei lavori di è limitata a sottolineare che “per la Lega è ora di riprendere il dibattito interno, senza perdere altro tempo”.
Eppure, una piccola perdita di tempo è inevitabile: si tratta delle 24 ore che il regolamento concede alla presidenza della Commissione per decidere se accettare o meno le richieste dell’opposizione. Sarà  quindi la finiana Giulia Bongiorno ad avere l’ultima parola, anche se Costa ha fatto notare che “non è mai successo che un presidente decida non tenendo conto di quanto dice la maggioranza. A quel punto, sarebbe una scelta più politica che parlamentare, perchè l’opposizione vuole rifare tutte le audizioni per riportare il dibattito sulle intercettazioni su un piano diverso da quello parlamentare”.

Gic

231621 giu 10

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