INTERCETTAZIONI: FNSI RILANCIA IDEA UDIENZA FILTRO SU PARTI PUBBLICABILI

INTERCETTAZIONI: FNSI RILANCIA IDEA UDIENZA FILTRO SU PARTI PUBBLICABILI
(ASCA) – Roma, 29 giu – In audizione alla Commissione giustizia della Camera, il segretario generale della Federazione nazionale stampa italiana Fnsi, Franco Siddi, e il presidente Roberto Natale, hanno ribadito la loro contrarieta’ al divieto di pubblicare le intercettazioni, predisposto dal ddl del governo, proponendo la celebrazione di ”un’udienza filtro” che scremi le intercettazioni utili ai fini delle indagini da quelle che invece non hanno rilevanza. Si potrebbe superare il divieto – si legge nel documento presentato dalla Fsni – ”attraverso la celebrazione di un’udienza filtro, nel corso della quale il Gip individua, d’intesa con il PM e il legale dell’indagato, le intercettazioni che non risultano utili ai fini delle indagini. Queste verranno poste in un archivio riservato, al quale le parti potranno accedere, previa autorizzazione”. Per le udienze che invece richiedono tempi piu’ rapidi, non potendo quindi attendere la celebrazione dell’udienza filtro, ”il PM e il Gip potrebbero citare nell’ordinanza solo le intercettazioni certamente rilevanti ai fini delle indagini, fissando per il deposito delle altre l’udienza filtro entro un termine ragionevole. Le intercettazioni depositate potranno cosi’ essere diffuse, al pari degli altri atti d’indagine”. Perplessita’ sono state poi avanzate sulla facolta’ di pubblicare solo per riassunto gli atti delle indagini, in quanto cio’ potrebbe portare ”a conseguenze negative anche per gli interessati, lasciando spazio a scelte e sintesi opinabili”. La Fsni ha chiesto infine l’eliminazione della pena amministrativa per gli editori. ”Il giornalista – si legge nel documento – ha il dovere prima ancora che il diritto di far circolare liberamente le informazioni di cui abbia conoscenza se rilevanti per la formazione della pubblica opinione. Un diritto garantito dall’art. 10 della Convenzione europea per i diritti dell’uomo”, che contrasta con le disposizioni inserite nel ddl intercettazioni.

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