MAFIA: DELL’UTRI; SENTENZA PILATESCA, MANGANO MIO EROE/ANSA

CRO:MAFIA
2010-06-29 17:19
MAFIA: DELL’UTRI; SENTENZA PILATESCA, MANGANO MIO EROE/ANSA
IL SENATORE: SODDISFAZIONE E STUPORE, FIDUCIOSO IN CASSAZIONE
MILANO
(di Bianca Maria Manfredi) (ANSA) – MILANO, 29 GIU – Anche se non è certo contento, Marcello Dell’Utri in qualche modo si aspettava il verdetto della corte d’Appello di Palermo che lo ha condannato a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa ma lo ha assolto per le vicende legate alle stragi degli anni Novanta e all’ipotesi di un patto fra politica e mafia. E non solo perché, come ha raccontato, questa mattina, pensando alla sentenza mentre si radeva, si è tagliato, ma anche perché sarebbe stato “uno schiaffo alla procura”. “Posso dichiarare soddisfazione e il mio stupore. Il verdetto é pilatesco – ha spiegato il senatore del Pdl in una conferenza stampa al Circolo del Buon governo di Milano -. Ha dato un contentino alla procura palermitana ma anche una grossa soddisfazione all’imputato perché ha escluso tutto ciò che riguarda le ipotesi dal ’92 in poi”. “Finalmente la smettiamo – ha aggiunto – con questo discorso della mafia, delle stragi, della politica. Andassero a cercare se veramente ci sono, e probabilmente ci sono, i responsabili di quel periodo tremendo della storia del nostro Paese che ancora stiamo vivendo. Aver dato una spazzata a quella macchinazione preparata artatamente è importante”. Parole dure a cui ha aggiunto anche un po’ d’ironia annunciando che avrebbe chiamato il procuratore generale di Palermo Nino Gatto “per fargli le condoglianze”. La vittoria piena però per Dell’Utri è ancora lontana. L’ultima parola spetta alla Cassazione verso cui dice di essere “fiducioso”. “Mi sembra che un giudice normale non possa che dire: ‘ma che cavolo avete fatto finora, in tempo perso e sofferenze date alle persone?'”. Se fosse arrivata l’assoluzione in appello, non avrebbe festeggiato spiegando di aver già  scontato la pena negli anni in cui è durata la vicenda: “15 anni di pena. Io non somatizzo – ha ammesso -, ma il disagio c’é”. Gli anni di condanna (ridotti da nove a sette) restano tanti e a suo dire senza motivo. “Io non ho capito quali sono i reati che avrei commesso prima del ’92. I fatti riguardano la preistoria, le antenne, la Standa, che non hanno con me nessun riferimento. Io mi occupavo solo di televisione in termini commerciali, una vita di lavoro a fare questo, vicino a Berlusconi” ha sbottato il senatore nato a Palermo nel 1941 ma trapiantato a Milano. Qui ha conosciuto il premier che al processo non ha testimoniato su suggerimento dello stesso Dell’Utri: “quando tu parli – gli ha detto -, qualsiasi cosa dici si trova sempre il modo e la maniera per accusarti”. Con Berlusconi, Dell’Utri ormai collabora da una quarantina d’anni: alla Edilnord negli anni ’70 (e’ l’epoca in cui gli presentò Vittorio Mangano), a Publitalia, in Fininvest, Mediaset e nella costituzione di Forza Italia. E proprio “la stagione politica è stata la causa scatenante di tutto, perché se non fossimo entrati in politica – ha commentato – non ci sarebbe stato neanche questo processo”. “Ma io – ha aggiunto – lo rifarei”. Non è l’unica cosa che Dell’Utri sarebbe pronto a rifare. Come aveva già  fatto in passato anche oggi ha definito Mangano un “eroe. Era una persona in carcere, ammalata invitata più volte a parlare di Berlusconi e di me e si è sempre rifiutato di farlo. Se si fosse inventato qualsiasi cosa gli avrebbero creduto. Ma ha preferito stare in carcere, morire, che accusare ingiustamente. E’ stato il mio eroe”.(ANSA).
MF/ S45 S42 S0A QBXB

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