da direttore editoriale della Finegil a direttore dell”Espresso’

Nato a Napoli il 22 marzo 1949, Bruno Manfellotto torna all’Espresso con la massima carica giornalistica. Il news magazine lo conosce bene per averci lavorato a lungo e la missione che si è dato è ambiziosa: riannodare le radici con la vecchia testata storica e insieme “far capire al lettore che L’Espresso è un prodotto innovativo che si interroga sulla crescita del Paese”. Figlio d’arte (il padre, Rosario, è stato al Mattino e al Corriere della Sera), al giornalismo Manfellotto arriva alla fine degli anni Sessanta. Dopo le prime collaborazioni con riviste di cinema entra a Paese Sera, dov’è cronista e poi capo delle pagine di economia sotto la direzione di Arrigo Benedetti. Sono tempi in cui nel quotidiano filocomunista lavora gente come Miriam Mafai, Giorgio Signorini, Fiamma Nirenstein, Elisabetta Rasy, Paolo Franchi, Daniele Del Giudice, Giorgio Dell’Arti, Arturo Gismondi.
È Claudio Rinaldi a portarselo con sé a Panorama, dove Manfellotto assume la carica prima di caporedattore della redazione romana e poi di caporedattore centrale a Milano. Nel 1992 passa a via Po, sede storica del settimanale L’Espresso.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 409 – settembre 2010

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