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EDITORIA: FAREFUTURO,SECOLO DA’ FASTIDIO PERCHE’ NON SI E’ ARRESO

EDITORIA: FAREFUTURO,SECOLO DA’ FASTIDIO PERCHE’ NON SI E’ ARRESO
(AGI) – Roma, 29 ott. – “Questa (brutta) vicenda della minaccia di chiusura del Secolo d’Italia si puo’ sintetizzare in una parola soltanto. Fastidio. Il Secolo da’ fastidio. Punto”. Lo scrive su Ffwebmagazine (www.ffwebmagazine.it [1], periodico online della Fondazione Farefuturo, il direttore Filippo Rossi. E’ fastidio “per chi alza la testa (e il dito) e cerca di guardare avanti. Odio verso ogni avanguardia, insofferenza verso ogni tentativo di interpretare senza obbedire. Si’, il Secolo d’Italia diretto da Flavia Perina e Luciano Lanna da’ fastidio – e ormai da qualche anno, mica da oggi – per la sua capacita’ di entrare nel dibattito politico e culturale del paese senza paraocchi. La sua colpa e’ la capacita’ di essere davvero un giornale d’opinione e non un foglio di regime. E’ la capacita’ di dialogare e di confrontarsi alla pari con mondi ‘altri’, senza mai disperdere un patrimonio ideale che affonda le sue radici nel Novecento e che sarebbe ancora fertile, se non si rendesse sterile a colpi di propaganda, retorica, macchiettismo. La colpa e’ la capacita’ di guardare avanti senza tradire la complessa storia di una comunita’ politica, insomma”. E allora, prosegue Rossi, “chi prova fastidio per tutto questo, rivela di sognare solo una cosa: la disponibilita’ di un’ulteriore, piccola, corte di servitori pronta a ripetere ogni giorno ‘quanto sei bello, quanto sei giusto, quanto sei vero, quanto sei coerente’. Il resto non conta: la storia, la politica, la cultura sono solo inutili (o pericolosi) orpelli di un potere sempre piu’ vuoto, sempre piu’ senza senso”. “E’ per questo – conclude il direttore di Ffwebmagazine – che la battaglia per salvare il Secolo da chi lo vuole chiudere, al di la’ dei meccanismi burocratici, e’ sacrosanta. Perche’ e’ una battaglia di liberta’. E di onesta’ intellettuale. Una battaglia per dimostrare che non tutti, a destra, ci siamo arresi. Che non tutti, a destra, si sono arresi all’anello del potere”. (AGI) Ted