da free lance a vice direttore di ‘Quattroruote’

All’ingegner Nascimbene le macchine piacevano fin da piccolissimo. Piacevano come misteriosi miracoli della meccanica da capire, smontare e rimontare, al punto da laurearsi con l’idea di progettarle e costruirle. Ma ancor di più gli piaceva guidarle per parlarne e scriverne. Al punto da mettere fra parentesi quella laurea presa al Politecnico di Milano per diventare professionista del racconto dell’automobile, della sua evoluzione tecnica ed estetica, del suo impatto sociale ed economico. Comprensibile, dunque, che a 57 anni Massimo Nascimbene sia soddisfatto e persino un po’ entusiasta della nomina a vice direttore di Quattroruote, a coronamento di oltre trent’anni di ininterrotta attività  al servizio del giornalismo ‘automotive’. Chiamato dal direttore   Carlo Cavicchi, che lo conosce dagli anni Ottanta, al tempo della comune militanza nelle testate del gruppo Conti, Nascimbene ha preso servizio il 2 novembre con il compito di coordinare tre sezioni chiave del mensile della Domus: Prove su strada, Autonotizie e Tecnica. Il nuovo vice direttore di Quattroruote dividerà  con Cavicchi la missione di rinfrescare la veste editoriale di Quattroruote, rendendo un po’ più flessibile e aperto il format tradizionale della rivista. Obiettivo ambizioso e di qualche rischio, se si considera il rapporto sentimentale e persino un po’ ossessivo che lega ‘la Bibbia dell’automobile’ a un pubblico che la segue e la consulta come un testo religioso dai tempi della fondazione, 54 anni fa. Un pubblico, tuttavia, che, complice la doppia crisi dell’auto e della carta stampata, si assottiglia e invecchia.
E che, secondo l’editore, ha bisogno di essere rimotivato e soprattutto rimpolpato.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 411 – novembre 2010

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