TV: PER GUGLIELMI UNA RETE SI GESTISCE ‘SENZA RETE’

TV: PER GUGLIELMI UNA RETE SI GESTISCE ‘SENZA RETE’
A IMMAGINARIO FESTIVAL CON I SUOI AUTORI
PERUGIA
(ANSA) – PERUGIA, 21 NOV – Come si gestisce una rete televisiva per Angelo Guglielmi? Senza rete, che è il titolo del suo libro, appena ristampato, sull’esperienza di Rai 3, ma é soprattutto un metodo di lavoro. Questa sera, in conclusione di Immaginario Festival a Perugia, Guglielmi ha concesso pillole di televisione in una corale conferenza assieme ai suoi autori, sceneggiatori, responsabili dei programmi. Questi i capisaldi: non fare quello che facevano tutti gli altri, usare quanto più possibile la diretta, raccontare il paese reale, usare autori e volti non consumati, parlare con un linguaggio nuovo. Una “tv colta, non culturale”, secondo Guglielmi, perché “la cultura non è una cosa ma il modo di fare le cose”. Nei racconti dei suoi collaboratori (Bruno Voglino, Pierluigi Cerri, Anna Maria Testa, Nino Crescenti, Enrico Ghezzi), altri piccoli grandi segreti: cambiare l’impaginazione dei programmi, sfruttare virtuosamente l’assoluta carenza di mezzi, autonomia come valore e metodo di lavoro, evitare sempre gli scontri personali. Soprattutto, come ha detto Voglino, “la rete aveva una linea editoriale, tutti i programmi del palinsesto rispondevano alla stessa idea di televisione, mentre nelle altre reti un programma non aveva nessun collegamento con quello che veniva prima o dopo”. E questa sera Immaginario chiude ancora con un appuntamento dedicato a Rai Tre. “Telekabul, omaggio a Sandro Curzi” il titolo scelto per l’incontro.
XOC/ S0B QBXB

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