FAZIO-SAVIANO: ASS. PRO LIFE, NON SIAMO PER VITA A OLTRANZA

FAZIO-SAVIANO: ASS. PRO LIFE, NON SIAMO PER VITA A OLTRANZA
ROMA
(ANSA) – ROMA, 26 NOV – Essere definite ‘associazioni pro vita’ “non è sinonimo di associazioni per la vita a oltranza. Al di là  delle ideologie e del credo religioso, all’unanimità  queste associazioni rifiutano qualsiasi forma di accanimento terapeutico, la sofferenza inutile e il dolore, ma piuttosto nel rispetto della Costituzione promuovono la cultura di solidarietà , negando qualsiasi forma di discriminazione”. A ribadirlo in una nota sono le associazioni Vi.Ve, la Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico e la Rete (34 associazioni), che si occupano di persone in stato vegetativo, in minima coscienza, e in sindrome locked in. Dopo essere state ricevute il 24 novembre dal direttore generale e dal presidente della Rai, oggi vogliono chiarire “punti essenziali che malamente e sciattamente divulgati – spiegano – possono distorcere la realtà . Ognuno è libero di esprimere la propria opinione sulle tematiche del fine vita, ma accomunare lo stato vegetativo e la minima coscienza al fine vita è sinonimo o di grande ignoranza o di mala fede”. Le persone in stato vegetativo e in minima coscienza sono “disabili gravissimi – continuano nella nota -, non malati terminali e per farli morire bisogna non accudirli, non lavarli e non farli bere e mangiare, sempre dopo aver somministrato loro un forte sedativo per non farli soffrire. Certo bisogna avere coraggio, e tanto per stare di fronte ad una persona con un altissimo grado di disabilità , non è da tutti, anche per pochi minuti”. (ANSA).

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