Roberto Iadicicco – da vice direttore a direttore dell”Agi’

Quando si dice voto bulgaro si intende una maggioranza schiacciante e inequivoca. È quella che ha raccolto per il gradimento alla nomina di direttore dell’Agi Roberto Iadicicco con l’82,5% del gradimento dei redattori che ha voluto ringraziare, uno per uno, con una e-mail in cui sollecita l’impegno a rendere sempre più l’Agi strumento ‘indispensabile’ per i propri clienti. In un documento articolato il nuovo direttore ha ribadito che l’Agi è un’agenzia generalista e specializzata, molto attenta all’innovazione e ai new media (il che significa approfittare sempre più delle nuove tecnologie messe a disposizione dei giornalisti) e forte di un pubblico locale, nazionale e internazionale. Iadicicco ha un curriculum piuttosto insolito per un giornalista. Nato a Roma il 18 ottobre 1961, si è diplomato a Bracciano e laureato in medicina alla Sapienza di Roma. Specializzato in medicina sociale e penitenziaria, Iadicicco ha iniziato a collaborare all’agenzia di stampa Adnkronos per il settore salute nel gennaio 1991. Giornalista professionista dal 1994, responsabile del settore medicina e sanità  dell’agenzia Adnkronos, è prima diventato responsabile medico scientifico dell’agenzia Adnkronos Salute e poi caposervizio interni dell’agenzia Adnkronos distaccato presso Adnkronos Salute nel 1996. Direttore responsabile di Adnkronos Salute nel dicembre 1997, nel 1998 viene promosso vice caporedattore interni e responsabile del settore salute e qualità  della vita. Dal 1° ottobre 2000, responsabile della comunicazione della ricerca scientifica dell’università  Cattolica del Sacro Cuore e dal 2002 al 2005 capo ufficio stampa e portavoce del ministro della Salute Girolamo Sirchia e per gli ultimi due anni anche direttore generale della comunicazione del ministero. Il 1° marzo 2007 è stato nominato vice direttore dell’Agenzia giornalistica Italia con delega per le nuove iniziative editoriali, il 24 novembre di quest’anno è stato nominato direttore.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 412 – dicembre 2010

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