GB: CONDUTTRICE CACCIATA PER RUGHE VINCE CAUSA CON BBC

GB: CONDUTTRICE CACCIATA PER RUGHE VINCE CAUSA CON BBC
‘VATTI A FARE BOTOX’, RETE CONDANNATA , DISCRIMINO’ PER ETA’
LONDRA
(Di Alessandra Baldini). (ANSA) – LONDRA, 12 GEN – Bbc nella bufera: l’emittente britannica è stata condannata a pagare un salatissimo risarcimento per aver licenziato una presentatrice giudicata troppo attempata e ‘rugosa’ per la prima serata. Miriam O’Reilly, fino al 2009 conduttrice del programma Countryfile, aveva fatto ricorso contro la sostituzione con una collega più giovane: “Un collega mi avvertì: vatti a fare il Botox perché l’alta definizione non perdona”. In un verdetto destinato a far storia, un tribunale adesso le ha dato ragione. Il giudice ha stabilito che i superiori della O’Reilly erano ossessionati dall’opportunità  di “ringiovanire” e portare sul piccolo schermo “volti di etnie diverse” per attirare un pubblico di spettatori più giovani. Countryfile è un popolare programma del primo canale che si svolge nelle campagne. La O’Reilly, che allora aveva 51 anni, metà  dei quali passati alla Bbc, si era rifiutata di sottoporsi a trattamenti estetici particolari: “Non credo che a un uomo sarebbe stato richiesto. Capii allora che le richieste erano parte di un atteggiamento della Bbc nei confronti delle donne: loro pensano che per andare in onda si debba essere giovani e carine”. Un uomo con le rughe è saggio, una donna con le rughe è una ‘befana’. Miriam, con altre tre colleghe over 40, era stata sostituita da presentatrici più giovani, due delle quali appartenenti a minoranze etniche. Per premio di consolazione della perdita della prima serata, alla veterana del piccolo schermo era stato offerto di condurre un programma radiofonico su ambiente e pensionati. Una opportunità  decisamente non tropo eccitante. Adesso però è Miriam a cantare vittoria: “E’ stata una vicenda stressante ma andar contro alla Bbc era la cosa giusta da fare”, ha detto festeggiando il verdetto che apre la strada al suo ritorno sullo schermo. L’emittente, che in fretta e furia si è impegnata a produrre nuove linee guida per la scelta dei mezzibusti assicurando che d’ora in poi la selezione sarà  fatta secondo giustizia, si è cosparsa il capo di cenere: “Nel caso della O’Reilly abbiamo chiaramente sbagliato”. E gli esperti di diritto del lavoro hanno salutato il verdetto come apripista: “E’ la prima vittoria in una causa di discriminazione che contesta la tesi secondo cui i lavoratori devono essere per forza giovani e belli”. (ANSA).
BN/ S0B QBXB

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