FNSI: SIDDI, UNITI SI VINCE, NO A BAVAGLIO PRECARIETA’

POL:ANSA/ FNSI
2011-01-14 18:42
ANSA/ FNSI: SIDDI, UNITI SI VINCE, NO A BAVAGLIO PRECARIETA’
SERVE DIALOGO CON EDITORI E GOVERNO, AVANTI CON RIFORMA ORDINE
BERGAMO
(ANSA) – BERGAMO, 14 GEN – “Il sindacato deve essere guidato da un sentimento comune, che deve portarci a dire che per ogni collega in pericolo, ce ne è un altro che denuncia quel pericolo. Dobbiamo proteggere questi colleghi con vicinanza perenne. Questo Congresso esprime più unità  di prima, utilizziamola per vincere le sfide che ci attendono con serietà , pulizia morale e amore”. La ha detto il segretario della Fnsi, Franco Siddi, nella sua replica al Congresso di Bergamo, confermando la sua disponibilità  a ricandidarsi alla guida del sindacato. “Occorre portare avanti la battaglia di libertà , ovunque questa è messa a rischio – ha proseguito Siddi -. Tra tutti i bavagli c’é anche il bavaglio della precarietà . Dobbiamo far sentire che questo è un problema che riguarda tutti noi. Questo Congresso ha riconosciuto che questa è la prima sfida. Chi l’avrebbe mai detto che avremmo ottenuto questo risultato a due anni da un contratto, firmato prima che si manifestassero le spinte alle 100 Pomigliano e alla distruzione della rappresentanze unitarie”. “Tutti i giornalisti sono uguali, ma impegnati su piani diversi – ha detto inoltre il segretario -. Non dobbiamo avere paura di dialogare, pur nelle differenze di ruolo e interessi rappresentati, perché senza il confronto è più facile superare la linea della devastazione dei diritti. La tavola rotonda di apertura è servita proprio a questo. Gli editori hanno riconosciuto che devono confrontarsi con questo sindacato per trovare momenti di equilibrio attraverso i quali il sistema funzioni meglio”. “A De Benedetti – ha aggiunto Siddi – che ha detto che dovremmo ringraziare per la visibilità  che ci dà  la multimedialità , abbiamo risposto che se il nostro lavoro produce valore aggiunto, questo deve essere distribuito. Dobbiamo comunque difendere le testate, i marchi e i brand sono un valore anche per noi giornalisti”. “Sul fronte del lavoro nero, abbiamo inviato lettere due mesi fa agli editori e al governo, ma siamo fermi – ha attaccato il segretario – Il tavolo va aperto immediatamente. Bonaiuti ancora non ha combinato nulla, il tempo delle promesse promesse politiche è finito”. Siddi ha quindi rilanciato le sfide dell’allargamento della base produttiva nei nuovi media. “E’ nostro interesse – ha detto inoltre – procedere con la riforma dell’ordine. Se saremo uniti potremmo fare adeguate pressioni sulla politica”. Siddi ha quindi chiesto la riforma dell’editoria, rilanciando l’idea di un fondo per la libertà  di stampa che si affianchi ai contributi pubblici, alimentato da fondazioni bancarie. “Non so se servono 20 scuole di giornalismo, credo di no – ha affermato inoltre il segretario parlando di accesso alla professione -. Bisogna però migliorare la qualità  e far crescere solo quelle serie e non quelle che danno baronati a colleghi minuscoli”. (ANSA).
CAS/ S0A QBXB

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