Libri/ Wikileaks, il sito che ha messo in crisi l’informazione

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Libri/ Wikileaks, il sito che ha messo in crisi l’informazione
“Il libro dei fatti che non dovete sapere”, un elogio ad Assange

Roma, 19 gen. (TMNews) – Dopo Wikileaks l’informazione non sarà  mai più la stessa e nonostante non si conoscano le fonti del sito, nessun giornale potrà  mai garantire una trasparenza simile: è questa l’opinione della giornalista Ludovica Amici, autrice di “Wikileaks. Il libro dei fatti che non dovete sapere”, presentato oggi a Roma. L’autrice ha iniziato a lavorare su questo testo otto mesi fa, prima che il caso Wikileaks con le rivelazioni sul presidente del Consiglio Berlusconi scoppiasse in Italia, ma il sito di Assange esiste dal 2006 e la Amici riporta nel testo i documenti pubblicati in passato sulle guerre in Afghanistan, in Iraq, sull’11 settembre, gli scandali sui fondi alla ricerca sul surriscaldamento globale e sul traffico dei rifiuti tossici in Costa d’Avorio. “Wikileaks ci permette di sapere qualcosa in più su tanti fatti che normalmente vengono insabbiati. – ha spiegato l’autrice – La libertà  d’informazione sta scomparendo mentre Wikileaks non teme censura e spero che continui a pubblicare documenti, anche se ancora non se ne conoscono le fonti”.

Il problema delle fonti rimane un nodo centrale del sistema creato da Assange, perché nessuno sa chi siano e quindi non è verficabile la loro attendibilità , ma l’autrice ha spiegato: “Per ora non sappiamo chi sono, ma basta pensare che appena su Wikileaks escono rivelazioni su un’azienda subito parte un’azione legale che punta a oscurare il sito, per evitare che pubblichi altri documenti: se è così scomodo è perché dice troppe verità “.
Sicuramente quelle centinaia di documenti che hanno messo in imbarazzo i governi di mezzo mondo pongono dei dubbi sul fatto che l’informazione classica sia ancora efficace o possa essere altrettanto trasparente. Se il “Guardian” considera Wikileaks “la bestia nera dell’era digitale”, la Amici nella prefazione del suo libro sottolinea: “Mentre il giornalismo alla Washignton Post vive di rendita del caso Watergate, Wikileaks in tre anni di vita ha fatto emergere non solo una serie incomparabile di rivelazioni e informazioni, ma si trova anche a difendersi, come se il reato non fosse da parte di chi cede documenti segreti, ma di chi li pubblica senza censura”.

Se per la Amici la trasparenza e l’immediatezza delle rivelazioni rendono Wikileaks intoccabile, la giornalista Lucia Annunziata si dice appassionata del lavoro di Assange ma con riserva: “Ho dei dubbi sulla validità  della libertà  di informazione senza mediazione. – ha spiegato – Secondo me è importante che tutto si sappia, ma pensare che quello che ci dice Wikileaks corrisponda alla totale verità  su un argomento è illusorio”. Secondo la Annunziata la segretezza delle fonti pone il problema di eventuali manipolazioni, e il fatto che non si sappia da dove arrivino i soldi che alimentano il sito non dà  garanzie di trasparenza. “Sono a favore di Assange – ha dichiarato – ma c’è il rischio che lui alimenti il mito dell’informazione su tutto senza nessun filtro, che è un’illusione, quindi secondo me sarà  sempre necessaria l’intermediazione del giornalista”.

Fla

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