Nel nome dei padri

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In edicola il 25 febbraio, la nuova versione dell’Espresso riprende i valori fondanti del settimanale, e il perché lo spiega il direttore Bruno Manfellotto.
“L’Espresso è ormai l’unico che in Italia possa ancora definirsi newsmagazine, l’unico che faccia riferimento ai canoni fondamentali del settimanale di notizie, di commenti e di opinioni. Penso che sia una posizione sul mercato unica ed eccezionale di cui L’Espresso non può che approfittare”, sostiene Manfellotto.
“La prima funzione che può svolgere un settimanale – e forse lo può fare solo questo settimanale – è di essere un punto di chiarezza, un punto di approdo, un appuntamento dove il lettore sa di trovare ogni settimana i quattro argomenti fondamentali, raccontati e spiegati come né i quotidiani né i siti Internet possono fare”, spiega il direttore.
“Ma fa ancora di più il suo mestiere – e questo è nel dna dell’Espresso – quando riesce ad anticipare i fenomeni, quando li interpreta prima che questi esplodano, come abbiamo fatto a settembre mettendo in copertina Marchionne con il titolo ‘Il sovversivo’, o di recente con una copertina dedicata alla Lega che è diventata, ancora più che in passato, l’azionista di riferimento di questa maggioranza e di questo governo”, continua Manfellotto.
E sulle novità  della nuova versione, Manfellotto anticipa: “Fin dalla copertina voglio che si capisca che questo giornale si apre al pubblico, che vuole vivere in mezzo alle sue persone. Poi la ‘e’ dell’Espresso torna maiuscola, ho voluto questo perché si ricordassero la storia e l’esperienza da cui viene questo giornale. La nuova grafica è stata studiata e semplificata anche in previsione del trasferimento del giornale sull’iPad. A partire dal 25 febbraio sull’iPad usciranno due versioni del giornale, una in formato pdf che sarà  possibile sfogliare come il cartaceo e un’altra appositamente reimpaginata”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 413 – gennaio 2011