Tlc: Decina, su banda larga si rischia lo stallo (MF)

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21 Jan 2011 08:28 CEST Tlc: Decina, su banda larga si rischia lo stallo (MF)
Dowjones

MILANO (MF-DJ)–“Il rischio e’ che si possa creare una situazione di stallo, in cui tutti gli operatori sono incentivati a mantenere lo status quo”.

Lo ha affermato in una intervista rilasciata a MF, Maurizio Decina, professore di telecomunicazioni al Politecnico di Milano, aggiungendo che “il provvedimento (dell’Authority sulla ngn, ndr) rischia di deludere sia le aspettative di Telecom sia quelle dei suoi concorrenti. Le regole sono importanti, sia per l’ex monopolista che per gli altri operatori. Telecom I., ma anche gli Olo, hanno la necessita’ di minimizzare il rischio dei nuovi investimenti e difendere quelli gia’ fatti. Sia la rete in rame sia i sistemi di unbundling sono asset importanti, difficili da dismettere senza prospettive attraenti per la nuova competizione su reti in fibra ottica”.

Secondo il professore le regole dell’Authority non danno queste prospettive. “Prendiamo gli operatori alternativi. L’Autorita’ ha stabilito che potranno ottenere l’unbundling solo dal 2013 e limitatamente alle aree dove non c’e’ competizione tra infrastrutture. Inoltre la delibera propone che Telecom sia obbligata a fornire questo servizio presso un punto di concentrazione, ossia un punto intermedio tra la centrale e l’edificio dove sono i clienti. Gli operatori alternativi volevano invece che l’unbundling partisse dalla centrale”.

“Per Telecom, spiega Decina, e’ previsto l’obbligo immediato di fornitura su tutto il territorio nazionale di servizi bitstream agli altri operatori. I servizi bitstream dovrebbero comprendere tutti i profili di banda necessari a replicare le offerte al dettaglio dell’ex monopolista. Inoltre, per il pricing del bitstream nelle aree senza competizione tra infrastrutture, l’Autorita’ indica l’orientamento al costo piu’ un risk premium, almeno fino alla verifica della garanzia di condizioni di equality of access. Su questo punto sono convinto ci sara’ una forte opposizione da parte di Telecom Italia, ma forse anche da parte di altri operatori infrastrutturali”, conclude il professore. red/lab

 
 
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January 21, 2011 02:28 ET (07:28 GMT)

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