Applicazioni fai da te

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La storia di Somazzi dimostra che non occorre una laurea in ingegneria informatica per inventare nuovi business su Internet. Come AppDoit, un sistema che permette a tutti di costruirsi le proprie applicazioni per iPhone e iPad Stefano Rodotà , giurista ed ex garante della privacy, ha proposto di recente di modificare l’articolo 21 della Costituzione per aggiungere ai diritti fondamentali dei cittadini anche quello di accedere a Internet e il mensile Wired ha promosso una raccolta di firme per sostenere l’iniziativa, all’insegna del motto ‘Internet per tutti’. Claudio Somazzi, imprenditore della new economy e specialista dell’intrattenimento digitale, si è prefisso un obiettivo altrettanto ambizioso: rendere alla portata di tutti le applicazioni per gli smartphone e le tavolette elettroniche, cioè gli strumenti di comunicazione digitale che oggi vanno per la maggiore.
Per raggiungere l’obiettivo ‘app per tutti’ Somazzi ha deciso di battere una strada più concreta rispetto a una proposta di riforma costituzionale: assieme a un socio (Marco Cirilli) ha costituito una società , Applix, focalizzata sul mercato delle applicazioni, e ha sviluppato una piattaforma, AppDoit, che rende facile e poco costosa la realizzazione delle applicazioni. “Vogliamo realizzare nel campo del mobile ciò che WordPress e altre analoghe piattaforme on line hanno permesso sul web, con i blog: un cambiamento di paradigma”, spiega Somazzi. “Da spettatori passivi che guardano ciò che altri (editori e media company) pubblicano, gli utenti diventano protagonisti attivi, in grado di costruire qualcosa di personale su Internet; si è cominciato con i siti web, poi si è passati ai blog, ora è la volta delle applicazioni.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 413 – gennaio 2011