GIORNALISTI: VESCOVO TORINO,RISPETTO VERITA’,ATTENZIONE A PERSONA

GIORNALISTI: VESCOVO TORINO,RISPETTO VERITA’,ATTENZIONE A PERSONA
(AGI) – Torino, 21 gen – “Sulla ricerca sincera della verita’ dei fatti e della realta’ prevale lo scoop ad ogni costo, il sensazionale, il ‘mostro in prima pagina’; il tutto pur di fare notizia e colpire la gente per primi, per poter vantare il primato della vendita o dell’ascolto”. Cosi’ l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, oggi, nell’incontro con i giornalisti in occasione della festa di San Francesco di Sales. “Al rispetto della verita’ – ha proseguito – si sostituisce il percorso ambiguo e strumentale che conduce ad una sorta di manipolazione della verita’ o ad un azzeramento del riferimento alla verita’. Il confronto-scontro delle opinioni ne e’ la conseguenza logica. La coscienza cristiana, ma anche l’etica professionale del giornalista, si ribella a tutto cio’ anche se a volte sembra difficile potersi opporre ad un costume, che appare comune e proprio per questo ampiamente giustificabile. Il coraggio di andare controcorrente diventa allora una forte testimonianza, di cui si esige oggi una sempre maggiore presenza nel mondo della comunicazione. Cio’ comporta il dovere di non tacere e di non deformare i fatti; di non conquistarsi il consenso o manipolarlo a seconda degli interessi propri o dei gruppi di potere economico e politico a cui si risponde; di non piegarsi a fini ideologici; di non far leva su istinti ed emozioni per imporre stili di vita distorti”.
    Monsignor Nosiglia dopo avere osservato che “spesso la comunicazione oggi tende ad ignorare o a mettere da parte la dimensione interiore e trascendente della persona” ha parlato di “una sfida importante per ogni giornalista”, quella di “lavorare perche’ la cultura mediale si apra alla trascendenza e promuova autentici valori spirituali”. “Pensiamo ad un codice etico di autocoscienza personale, che salvaguardi alcune persone e valori oggi non tutelati abbastanza nella societa’: i bambini e minori in genere, il valore della preghiera e quello della morale cristiana in materie spesso ritenute sorpassate e antilibertarie (famiglia fondata sul matrimonio, cultura della vita), l’accoglienza, l’incontro e il dialogo tra persone di culture e religioni diverse”. Ancora una volta poi l’arcivescovo di Torino si e’ soffermato sul tema dei giornalisti precari, “una precarieta’ dovuta non solo alle difficolta’ della crisi attuale ma ad una situazione strutturale di incertezza che perdura da tanto tempo. Sembra – ha concluso – che il mondo della comunicazione sia impenetrabile ai giovani, anche se competenti e preparati, che si trovano costretti a un lungo periodo di limbo prima di poter ‘sfondare” e farsi strada”.(AGI) Chc

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