BIRMANIA: DA RECLUSA A TWITTER, SUU KYI SBARCA ONLINE

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ANSA/BIRMANIA: DA RECLUSA A TWITTER, SUU KYI SBARCA ONLINE
PREMIO NOBEL VUOLE COMUNICARE CON I FAN MA REGIME VIGILA
BANGKOK
(di Alessandro Ursic) (ANSA) – BANGKOK, 21 GEN – Due mesi fa, appena rilasciata dagli arresti domiciliari, Aung San Suu Kyi non aveva trattenuto il suo stupore di fronte alla folla di sostenitori che immortalavano il momento con una foto dal telefonino, oggetto che nei suoi sette anni da prigioniera in casa non aveva mai avuto modo di usare. Da donna libera, la leader dell’opposizione birmana sta però recuperando in fretta il gap tecnologico: da oggi la sua residenza è connessa a Internet, e ha già  comunicato che intende presto sbarcare nel mondo dei social network. Impossibilitata a comunicare con l’esterno per 15 degli ultimi 21 anni, dopo la liberazione Suu Kyi si era mossa subito per ottenere una connessione a banda larga tramite un operatore privato. Il regime aveva però trasferito la richiesta al gestore controllato dai militari, allungando una pratica già  appesantita dalla prassi di dover ottenere dalle autorità  il permesso necessario. Nonostante l’installazione di una rete wireless, ha aggiunto però un collaboratore di Suu Kyi, il segnale è ancora troppo debole per la connessione. Ancora prima del rilascio, Suu Kyi – che durante la detenzione usava comunque un computer portatile e viene descritta dai suoi avvocati come “tecnologicamente capace” – aveva fatto sapere di voler aprire un account su Twitter, per comunicare con i suoi sostenitori. Dopo aver parlato con il figlio Kim Aris nella sua prima chiamata da un telefonino dopo la liberazione, in un’intervista successiva la donna ha però specificato di essere indecisa tra i micro-aggiornamenti di Twitter e un profilo su Facebook, dato che il secondo è molto più popolare in Birmania. Non è però scontato che il regime – in un Paese dove viene bloccato qualsiasi sito legato alla dissidenza – tolleri un eccessivo attivismo tecnologico da parte di una donna di cui teme la presa sulla popolazione. Fin dal primo comizio in pubblico, Suu Kyi ha comunque adottato un atteggiamento prudente e inneggiante alla riconciliazione nazionale più che alla democrazia, ventilando anche un ripensamento sulle sanzioni economiche adottate da Stati Uniti e Unione Europea contro il regime. L’impressione degli osservatori è che la liberazione di Suu Kyi, arrivata al termine dell’ultima estensione dei suoi arresti, sia stata sapientemente gestita dall’alto per dare alla comunità  occidentale un “contentino” dopo le elezioni-farsa del 7 novembre, senza però considerare la donna un interlocutore politico. La sua Lega nazionale per la democrazia (Nld) è stata sciolta forzatamente per aver boicottato il voto, e un ricorso appena presentato non andrà  probabilmente lontano. Nel caso venisse accolto, magari Suu Kyi sarà  la prima a farlo sapere al mondo tramite Twitter.(ANSA).
Y7K-AS/ S0B QBXB