INTERNET: SOCIOLOGA USA, FACEBOOK E TWITTER FANNO MALE

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INTERNET: SOCIOLOGA USA, FACEBOOK E TWITTER FANNO MALE
SHERRY TURKLE PUBBLICA ‘ALONE TOGETHER’, CONTRO NETWORK E IPHONE
NEW YORK
(ANSA) – NEW YORK, 23 gen – Non è vero che social network come Facebook e Twitter agevolano la vita ai giovani. Anzi, li isolano sempre di più in una comunicazione ‘virtuale’ che li allontana dalla realtà . E’ questa la tesi di una delle principali sociologhe americane dell’universo giovanile, Sherry Turkle, che insegna sociologia al Mit. Nella sua ultima pubblicazione, ‘Alone Together’ (Insieme ma soli), la Turkle riferisce dei casi di decine di giovani che, prove alla mano, attraverso Facebook, Twiter e altri strumenti di comunicazione sociale si sono ritrovati con problematiche accresciute, fino ad arrivare al suicidio. Secondo la studiosa, il modo isterico, “quasi spaventato”, in cui oggi si comunica via web soprattutto attraverso Facebook, Twitter e social network analoghi è il segno “della moderna follia”. “Questo comportamento, che è ormai diventato così diffuso da poter essere considerato tipico di questa generazione di ragazzi, esprime problemi che una volta avremmo trattato come patologici”. Oggi invece vengono considerati ‘normali’, rientrano nel “modo d’esseré di oggi. Ma secondo la professoressa Turkle ‘normali’ non sono affatto, attraverso Facebook e Twitter una personalità  in via di formazione viene incanalata in percorsi e in dinamiche del tutto innaturali, a meno che non vi siano figure adulte di riferimento in grado di guidare l’adolescente a strttura in modo compiuto ed equilibrato la percezione della realtà . Invitata ad una trasmissione televisiva di grande ascolto, ‘The Colbert Report’, la Turhle ha riferito che le è successo spesso ad un funerale di vedere persone che, istericamente, continuano a controllare il loro telefonino per verificare se hanno ricevuto messaggi. La tesi della Turkle è questa: la tecnologia basata sugli iPhone, sui Blackberry e sui telefonini in genere domina a tal punto la vita delle persone da renderle meno umane. Sotto all’illusione di una maggiore comunicazione del mondo giace la realtà  che, al contrario, lascia trasparire un crescente isolamento dal mondo. Da un lato, una ‘cyber-reality’ in cui si esiste in funzione del proprio profilo su Facebook e del numero di contatti che ogni giorno si ricevono. Dall’altro una ‘real-reality’ in cui a prevalere è il senso di isolamento e di solitudine. (ANSA).
CLE/ S0A QBXB