Vecchi leoni in pista per il ‘Riformista’

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La storia del Riformista è quella di un ennesimo flop editoriale e giornalistico, la cui conclusione sembra per ora vedere come protagonisti Emanuele Macaluso e Gianni Cervetti, due grandi vecchi dell’ala riformista del Pci, decisi a prendere possesso della testata che la famiglia Angelucci non vede l’ora di cedere. L’operazione, però, è tutt’altro che semplice anche per il valore attribuito al quotidiano: 4 milioni di euro (più i debiti accumulati dalla gestione), che avevano scoraggiato dopo i primi contatti Enrico Cisnetto e anche Fiorenza Mursia.
La trattativa con la cordata Macaluso-Cervetti, vecchi amici e sodali del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si era arenata dopo due mesi di tira e molla. Macaluso ha dalla sua la chance di detenere, grazie alla rivista Ragioni del socialismo, una quota delle provvidenze statali che venivano girate al Riformista, così quando si è fatto il vuoto tra i possibili candidati è tornato in pista a fine anno per prendersi il giornale sulla base di un compromesso che prevede che gli Angelucci lo tengano in carico fino alla decisione dell’Agcom, prevista entro febbraio. L’Autorità  dovrà  decidere sull’effettivo diritto ai fondi statali del Riformista e di Libero, le due testate degli Angelucci su cui si sono accesi i fari del Dipartimento dell’editoria che vuole verificare che non vi siano intrecci nella gestione dei due quotidiani, perché un solo soggetto non può avere aiuti per due iniziative editoriali. E in attesa che l’Autorità  completi la sua indagine è sospesa l’erogazione dei contributi.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 413 – gennaio 2011