Tlc/ Per Iptv 700mila clienti in Italia ma legge frena diffusione

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Tlc/ Per Iptv 700mila clienti in Italia ma legge frena diffusione

Primo rapporto associazione che riunisce Telecom, Fastweb e Wind

Roma, 27 gen. (TMNews) – La televisione su internet, che sta evolvendo da Iptv a Smart tv, stenta a diffondersi in Italia. I clienti hanno raggiunto quota 700mila ma le leggi e una “rigidità  eccessiva” nell’offerta di diritti frenano l’espansione. Lo rileva l’associazione degli operatori Iptv – che riunisce Telecom, Fastweb e Wind – nel suo primo rapporto presentato alla Camera. Uno studio secondo cui c’è ancora “una forte difficoltà  degli operatori ad accedere a contenuti televisivi pregiati, su cui investono 30 milioni all’anno, in aggiunta ai più consistenti investimenti per garantire la diffusione dei servizi a banda larga”.

Le cause – secondo il report – sono il “quadro normativo che, disegnato per i media tradizionali, spesso rappresenta un ostacolo allo sviluppo del mercato, e un’eccessiva rigidità  dell’offerta di diritti, che non consente lo sviluppo di un’offerta legale di contenuti distribuiti su Ip (internet protocol)”. È necessario quindi “porre una maggiore attenzione a un corretto inquadramento sul piano normativo delle tendenze in atto: le regole attuali non tengono conto delle specificità  di internet e senza adeguati correttivi c’è il rischio che si creino barriere non giustificate allo sviluppo del mercato e si continuino ad applicare ai nuovi servizi, prevalentemente non lineari (on demand), norme pensate per i tradizionali servizi lineari”.

(segue)

Glv

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“Con Smart tv il numero può crescere significativamente”

Roma, 27 gen. (TMNews) – Tra le soluzioni per garantire un’effettiva disponibilità  dei diritti, l’associazione degli operatori segnala “l’importanza di definire licenze collettive estese per la ritrasmissione dei canali lineari e la necessità  di evitare che lo sviluppo sia frenato dall’assenza di offerta di diritti, che produce effetti negativi sulla concorrenza e sullo sviluppo dei servizi audiovisivi su Ip”.

Il rapporto evidenzia inoltre come “in alcuni Paesi siano state usate forme di agevolazione per favorire il take-up dei nuovi servizi, analoghe agli aiuti concessi anche in Italia per lo sviluppo della pay-tv satellitare, ovvero per la transizione alla televisione digitale terrestre”.

Sulla diffusione dei servizi audiovisivi su Ip – sviluppati da Fastweb, Telecom e Wind a partire dal 2003 – lo studio ipotizza che, con l’avvento delle offerte di Smart tv, “il numero di clienti attualmente pari a circa 700mila per il servizio Iptv possa crescere significativamente”, come sta succedendo nei paesi più avanzati. L’associazione stima infatti che a fine 2010 già  il 5% delle famiglie italiane sia attrezzato per questa evoluzione con televisori, blu-ray e game console connettibili alla rete, che consentono di ricevere servizi e contenuti trasmessi con piattaforme Ip sullo schermo del salotto di casa.

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