EDITORIA: USA, PER LA BROWN E LA HUFFINGTON, FUTURO E’ DONNA

EDITORIA: USA, PER LA BROWN E LA HUFFINGTON, FUTURO E’ DONNA
CONCLUSO A NEW YORK 2.A EDIZIONE SUMMIT WOMEN IN THE WORLD
NEW YORK
(ANSA) – NEW YORK, 12 MAR – L’Internet di prossima generazione, il Web 3.0, sarà  prevalentemente femminile: ne sono convinte le due ‘mosche bianche’ dell’editoria americana , Tina Brown, direttrice di Newsweek e The Daily Beast, ed Arianna Huffington, che ha appena venduto il suo sito Huffington Post, un successo senza precedenti, ad Aol per 315 milioni di dollari, diventando la responsabile editoriale del gruppo. Il messaggio tutto al femminile ha concluso oggi a New York la seconda edizione di ‘Women in the World’, il summit delle donne che contano organizzato dalla stessa Tina Brown, con la partecipazione di personalità  come Hillary Clinton, il segretario di Stato Usa, e la radicale Emma Bonino, vicepresidente del Senato. Introducendo il dibattito ‘Women and Media 3.0’ la Brown ha sottolineato che nonostante l’apparire di una generazione di donne brillanti che dettano legge nel mondo dell’editoria, sono ancora troppo spesso gli uomini a comandare. La Huffington riconosce che le donne hanno forse dimostrato fino ad oggi una timidità  eccessiva: “All’inzio – ricorda la creatrice del Post – le donne hanno manifestato una certa resistenza a diventare blogger, quasi temessero di esprimersi e soprattutto di essere giudicate. Per tali ragioni, prosegue la Huffington, “abbiamo dovuto creare una sorta di ‘purgatorio’ dove ‘postavano’ solo per pochi amici e la famiglia dopo approvazione decidevano di rivelarsi al resto del mondo. Fortunatamente le cose stanno cambiando e ci aiuterà  la fusione con Aol, con un pubblico prevalentemente femminile”. Sul potere e la seduzione dei reality show sulle donne non sono mancate le battute sarcastiche della Brown, mentre la numero uno di Mtv, Judy McGrath ha detto che bisogna fare distinzione tra quelli dove si ‘urla’ come ‘Jersey Shore’ (dedicato agli italo-americani ‘coatti’ del New Jersey) e quelli che invece raccontano il quotidiano come ‘My life as Liz’ (incentrato su una studentessa texana). “Le donne devono poter scegliere cosa guardare – ha commentato la McGrath, la cui rete produce diversi reality per i giovani – a volte vogliono divertirsi e a volte guardare cose serie. Tuttavia, specialmente la sera, la televisione rappresenta una scappatoia, quindi prevale un atteggiamento più frivolo”. (ANSA).
COR-RL/ S0B QBXB

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