Una nuvola di libri – Intervista a Cesare Sironi, responsabile strategia e innovazione di Telecom Italia e ad di Matrix (Prima n. 411, novembre 2010)

Una nuvola di libri
Telecom Italia comincia a popolare la sua Nuvola italiana di contenuti e servizi da distribuire attraverso la Rete.
Come Biblet, la libreria on line per la vendita di e-book.
Una mano regge – sullo sfondo di un cielo blu – una rete scintillante che evoca le fibre ottiche ma ha la forma di una soffice nube trasparente. È la pubblicità  di Nuvola italiana, la piattaforma di cloud computing lanciata lo scorso settembre da Telecom Italia. Non deve essere stato facile per i creativi dell’agenzia D’Adda Lorenzini Vigorelli-Bbdo tradurre in un’immagine un concetto esoterico come quello del cloud computing. Detto in parole povere è un modo di distribuire – in particolare alle aziende e alle pubbliche amministrazioni – programmi, contenuti e servizi informatici in modalità  on demand o pay per use. L’utente usa queste risorse come se fossero sul proprio computer; in realtà  esse risiedono sui server di Telecom Italia, collegati tramite Internet.
La Rete diventa sempre più un mezzo per la distribuzione di contenuti e servizi ‘over the top’, servizi cioè non più connaturati con la Rete stessa (come ad esempio i vecchi servizi voce), ma distribuiti da piattaforme che stanno ‘al di sopra’ della Rete. I player più importanti in questo mercato sono i colossi americani che tutti conoscono, come Google, Yahoo!, Amazon, Apple; importanti piattaforme ci sono anche in Estremo Oriente; in Europa invece mancano grandi realtà  over the top. Telecom Italia vuole inserirsi da protagonista in questo mercato, popolando la sua Nuvola italiana di programmi e piattaforme distributive. “Vogliamo ritagliarci un ruolo importante nell’erogazione di questi servizi”, afferma Cesare Sironi, responsabile strategia e innovazione di Telecom Italia e amministratore delegato di Matrix, l’Internet company del gruppo.
Prima – Un esempio potrebbe rendere più chiara la cosa…
Cesare Sironi – Un esempio ce lo può fornire la televisione, ma premetto che non abbiamo nessuna intenzione di fare i broadcaster. Chi ha un decoder con il bollino gold per la tivù digitale terrestre, vale a dire un decoder ad alta definizione e connesso a Internet in banda larga, può guardarsi i programmi trasmessi il giorno prima da La7 semplicemente premendo il tasto verde del telecomando. Questo è un esempio di servizio over the top. Oggi il 40% del traffico che passa sulla Rete di Telecom Italia è traffico video peer to peer, fatto cioè di file che gli utenti si scambiano fra di loro, usando Bit Torrent o altri programmi. Man mano che nasceranno nuovi servizi over the top, ospitati sulla nostra Nuvola come quello di La7, ci aspettiamo che gli utenti si rivolgeranno sempre più a questi servizi di qualità , proposti ovviamente anche da altri player, riducendo progressivamente gli scambi peer to peer. In futuro le tivù saranno connesse a Internet e gli utenti vedranno i film on demand in alta definizione, come già  si è cominciato a fare negli Stati Uniti aprendo un nuovo mercato per i contenuti televisivi.
Prima – Un po’ come è successo nella musica, dove sembrava che non ci fossero alternative al download illegale dei cd su Internet, fino a quando Apple non ha offerto un modo facile e poco costoso di acquistare le canzoni su iTunes.
C. Sironi – Le case discografiche si sono messe di traverso rispetto all’evoluzione tecnologica e hanno aspettato troppo a entrare nella musica on line, offrendo un grande vantaggio a Apple, che oggi infatti domina le vendite on line con la sua piattaforma iTunes. Nel frattempo però si è distrutto il mercato dei cd. Ciò che è successo nella musica ora rischia di ripetersi nel campo dei libri. Amazon l’ha capito e ha anticipato tutti, negli Stati Uniti. Con Biblet, il nostro marketplace di libri elettronici che abbiamo appena lanciato sulla Nuvola, vogliamo offrire agli editori italiani l’opportunità  di crescere in questo mercato.
Prima – Alla Fiera del libro di Francoforte, dove avete annunciato il lancio di Biblet assieme a Mondadori, qualche editore si è lamentato perché non avete coinvolto le altre case editrici.
C. Sironi – Abbiamo fatto l’annuncio con Mondadori perché sono stati i primi a firmare il contratto; nel frattempo abbiamo firmato anche con Baldini Castoldi Dalai e Bruno Editore, stiamo per firmare con Giunti e siamo in trattativa con tutti gli altri editori.
Prima – Al debutto di Biblet qualche utente ha avuto difficoltà  a scaricare gli e-book protetti dal drm, il sistema di gestione dei diritti digitali che serve a impedire la copia abusiva.
C. Sironi – In effetti c’è un baco nel software anticopia di Adobe, che non funziona come dovrebbe su alcuni computer della Apple. Adobe sta impiegando un sacco di tempo a correggere questo baco, probabilmente a causa della diatriba in corso con Apple (la società  di Steve Jobs vorrebbe impedire l’uso dei software di Adobe sull’iPad: ndr).
Prima – Qualcuno sostiene che i drm rischiano di essere controproducenti: creano problemi agli utenti normali, mentre quelli più esperti sono in grado di aggirarli facilmente.
C. Sironi – Il drm è un sistema di crittazione che impedisce all’utente, una volta scaricato l’e-book, di passarlo ad altri. È un sistema flessibile; l’editore può adattarlo alle sue esigenze; se lo ritiene opportuno, l’editore può anche rinunciare al drm. La nostra piattaforma lascia completa libertà  agli editori sul modo di gestire la propria offerta, dalle modalità  di vendita al prezzo.
Prima – Sulla questione del prezzo di vendita degli e-book gli editori americani si sono scontrati duramente con Amazon. Capiterà  anche con Biblet?
C. Sironi – Amazon compra i libri dagli editori e poi li vende alle proprie condizioni. La nostra politica è molto diversa. L’editore deve trovare i talenti, lanciarli e avere in mano tutte le leve del marketing; noi diamo loro semplicemente uno strumento per raggiungere i lettori che vogliono acquistare i libri elettronici. Oggi Biblet è accessibile solo dal computer (l’indirizzo è www.biblet.it); fra poco lo sarà  anche dai tablet pc e dagli smartphone. A Francoforte abbiamo presentato un e-reader Tim prodotto da Sagem e basato sulla tecnologia e-ink (la stessa di Kindle), che permette di leggere i testi anche in pieno sole, senza fastidiosi riflessi sullo schermo. Sarà  in vendita prima di Natale a 250-300 euro, ma i prezzi sono destinati a scendere, come sempre succede nel campo dell’elettronica. Poi avremo due client, due applicazioni per gli apparecchi mobili: una con il sistema operativo di Apple, che consentirà  di accedere a Biblet sull’iPad e l’iPhone, e uno con il sistema operativo Android di Google, per tutti gli smartphone e i tablet pc basati su questa tecnologia, come il Galaxy della Samsung e l’Olipad dell’Olivetti. Ovviamente gli e-book si possono acquistare e leggere anche sul pc; una fetta rilevante del traffico Internet oggi arriva dagli uffici, quindi diamo la possibilità  anche a chi lavora di accedere a Biblet.
Prima – Il pagamento degli e-book come avviene?
C. Sironi – Se accede al Biblet Store dal pc il cliente paga con la carta di credito, come in tutti i negozi on line; se invece usa l’e-reader di Tim può pagare anche attraverso la sim. L’e-reader è dotato infatti di una scheda telefonica e può collegarsi a Internet, sia in wi-fi sia con una connessione 3g. L’accesso a Biblet e il download degli e-book è gratuito; con il credito inserito nella sim si paga l’acquisto del libro. Per un piccolo editore la gestione del sistema di pagamento può essere un problema. Noi facciamo tutto il lavoro per lui, trattenendo una quota del ricavato: il 70% va all’editore, il 30% resta a noi.
Prima – Quali altri vantaggi ha un editore a vendere i propri libri su Biblet?
C. Sironi – Un aspetto importante di Biblet, su cui puntiamo molto, è il cosiddetto social reading. Abbiamo una tecnologia in grado di catalogare i contenuti e individuare tutti i collegamenti possibili in base alle preferenze degli utenti. Prendiamo ad esempio una persona a cui piacciono i viaggi e lo sport; su Biblet ci sono libri catalogati sotto la voce sport e altri sotto la voce viaggi; un lettore di questo tipo può essere interessato alla Parigi-Dakar, quindi gli proponiamo un libro sul famoso rally africano. A creare queste relazioni ci pensa un algoritmo, cioè un software. In base a ciò che l’utente legge si capisce quali sono i suoi interessi e quindi gli raccomandiamo dei titoli adatti. Basandosi su questo sistema gli editori possono organizzare particolari iniziative di marketing; ad esempio proporre in offerta tutti i libri di fantascienza ai lettori appassionati di questo genere.
Prima – Gli utenti possono inserire i loro commenti su Biblet, recensire i libri come si fa ad esempio su Amazon?
C. Sironi – Sì. Biblet ha un sistema di recommendation simile a quello di Tripadvisor sul mondo dei viaggi. I lettori consigliano i libri da leggere; il nostro software valuta l’affidabilità  dei giudizi espressi da ogni utente, in base alla considerazione che gli altri utenti hanno di lui, cioè se lo considerano affidabile o meno in un certo ambito. Il social reading è fatto insomma sia dal software sia dagli utenti reali.
Prima – Il sistema è già  attivo?
C. Sironi – È già  pronto e attivo. Ci vuole però del tempo prima che diventi veramente efficace; bisogna raggiungere una massa critica di lettori.
Prima – I vecchi librai sapevano tutto sui libri e sui loro clienti, ed erano in grado di consigliare il titolo giusto a ognuno di loro. Una libreria on line come Biblet sarà  in grado di replicare questa esperienza?
C. Sironi – Il social reading, se fatto bene, serve proprio a questo: a replicare quel calore umano che deriva dal contatto, dalla conoscenza diretta del cliente. Biblet non si limita a proporre un catalogo di libri in ordine alfabetico, come fanno altri marketplace. Quando il sistema del social reading sarà  a regime riusciremo a dare il giusto consiglio a ogni cliente.
Prima – Lei è un lettore di e-book?
C. Sironi – Sì, li leggo. Preferisco quelli in formato pdf, piuttosto che in formato epub, perché il pdf riproduce esattamente il contenuto del libro su carta. Così se inizio a leggere un libro la sera a casa e poi il giorno dopo devo mettermi in viaggio, proseguo la lettura sull’e-book esattamente dalla pagina che avevo lasciato la sera prima sul libro cartaceo.
Prima – Dopo gli e-book pensate di vendere altri prodotti su Biblet, come video, film e programmi televisivi?
C. Sironi – Biblet è disegnata in maniera tale da essere un grande marketplace; decideremo poi cosa fare. Per la distribuzione di video sulla Rete abbiamo già  una piattaforma, che si chiama Cdn (content delivery network), capace di distribuire i contenuti garantendo la qualità  del servizio. Stiamo mettendo su questa piattaforma tutti i contenuti di La7 e quelli che facevano parte dell’offerta di Yalp! e Cubovision, formattati in modo da essere utilizzabili su vari apparecchi elettronici, grazie a un client che stiamo sviluppando. L’industria della consumer electronic sta andando velocemente verso la connessione a Internet di tutti i suoi prodotti. Oltre ai computer e ai tablet pc, in futuro saranno connessi alla Rete anche i televisori, i dvd player, le stampanti, eccetera. L’utente potrà  scegliere in ogni momento quale apparecchio utilizzare per accedere a un determinato contenuto. Le applicazioni che noi svilupperemo per la Nuvola italiana saranno utilizzabili appunto su tutti questi apparecchi.
Prima – La Nuvola sarà  insomma come una grande libreria, un centro commerciale digitale? Ma cosa offre di più e di meglio rispetto a quanto già  si trova su Internet?
C. Sironi – La scommessa della Nuvola è creare un ecosistema composto da applicazioni molto buone e da una qualità  del servizio garantita, perché tutto è gestito direttamente da noi, a partire dal punto in cui ci sono i contenuti e le applicazioni fino ad arrivare all’utente finale. Chi è specializzato nella produzione di contenuti può salire sulla nostra piattaforma e sviluppare il suo business, dividendo con noi una parte dei ricavi.
Prima – Natale sarà  un test importante per il mercato dei libri elettronici. Che numeri pensate di fare?
C. Sironi – Prevediamo che gli utenti scaricheranno qualche decina di migliaia di applicazioni di Biblet per l’iPad e l’iPhone; dall’e-book reader di Tim ci aspettiamo numeri simili. L’applicazione per Android parte invece da una cifra più bassa rispetto a quella per Apple, ma crescerà  sicuramente.

Intervista di Claudio Cazzola

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