Il mio ‘Sole’ – Intervista a Roberto Napoletano, direttore del Sole 24 Ore (Prima n. 416, aprile 2011)

Il mio ‘Sole’
Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria ed editore del Sole, non aveva fatto a tempo ad aprire la bocca che Roberto Napoletano aveva stipato la sua roba in quattro scatoloni, aveva preso il primo volo per Milano, era entrato nella stanza
del direttore del Sole e si era guardato intorno furioso: “Dobbiamo tornare a fare del Sole il grande giornale economico finanziario degli anni Ottanta e Novanta”.
Ogni giornalista degno di questo nome dovrebbe farselo tatuare sul braccio: “Il primato delle notizie deve superare ogni delicatezza”. Concetto riaffermato da Roberto Napoletano, che fra qualche settimana (il 22 maggio, a fare i precisini) celebrerà  i suoi cinquant’anni da dietro una scrivania che ha sempre guardato con legittima bramosia e che ora è sua, solo sua e guai a chi gliela tocca: quella di direttore del Sole 24 Ore, quotidiano confindustriale nella bufera dopo la gestione diciamo ‘originale’ di Gianni Riotta, che aveva trasformato la testata in qualcosa di irriconoscibile perdendo consensi e copie e che invece il neo direttore vuole far tornare a brillare di luce propria e antica. Forse è per questo, per calmare gli spiriti degli amministratori, per rasserenare gli animi straziati dei redattori, per rassicurare quelli indispettiti dei lettori ed ex lettori, che Napoletano ribadisce il concetto nemmeno fosse un mantra vedico: “Dobbiamo tornare a fare del Sole 24 Ore il grande giornale economico finanziario che negli anni Ottanta-Novanta è stato uno dei principali successi editoriali anche rispetto alle grandi testate internazionali di settore che adesso si magnificano tanto. Non ho mai capito perché si sia deciso di smontare e snaturare, facendone qualcosa di ibrido e indistinto, un prodotto che funzionava così bene, ricco di copie e di pubblicità “. Che quel ‘non-ho-capito-perché’ sia solo una delicatezza retorica è chiaro anche ai bambini ed è inutile girare il coltello nella piaga.
Per dieci anni al Sole dal 1996 al 2005, quando passa alla condirezione del Messaggero per poi diventarne il direttore nel 2006, Napoletano ha un amore viscerale per il quotidiano di cui ora ha preso le redini. C’era rimasto maluccio quando nel marzo del 2009, uscito Ferruccio de Bortoli, che tornava al Corriere della Sera, si era trovato in ballottaggio per la direzione del Sole con Gianni Riotta che, sia pure al fotofinish, aveva avuto la meglio.
Ma ora ‘scurdammuce ‘o passato’ e andiamo avanti, sembra suggerire Napoletano il quale, uscito Riotta con un codazzo di polemiche e tensioni mai viste prima in redazione, ha risposto con soddisfazione alla chiamata di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria ed editore del Sole. In quattro e quattr’otto Napoletano ha lasciato il luminoso ufficio romano di via del Tritone, si è imbarcato sul primo volo per Milano e si è installato nella chiccosa redazione ambrosiana di via Monte Rosa, a lui sconosciuta perché ai suoi tempi il giornale era ancora nella vecchia sede di via Lomazzo. Il tempo di cambiare targa alla porta e via come un indemoniato a rifare il giornale con l’idea, anzi l’ossessione, di riportarlo agli onori della cronaca nel vero senso della parola, privilegiando le notizie che contano e il rapporto con i lettori, basato su un forte patto all’insegna del giornalismo di servizio.
Prima – Non deve essere facile arrivare in una redazione con i giornalisti che, in sostanza, hanno cacciato il direttore precedente.
Roberto Napoletano – I direttori li scelgono gli azionisti. Certamente in redazione c’era un forte disagio per la piega che aveva preso il giornale. Ora, come ho scritto con chiarezza nel mio primo editoriale da direttore, Il Sole 24 Ore deve tornare a fare Il Sole 24 Ore.
Prima – Ma cosa significa?
R. Napoletano – Non lo capisce? Significa tornare alle origini. Questo giornale è il racconto quotidiano dell’economia e della finanza, fatto di cose reali e non di inutili retroscena, una politica di contenuti e di una cultura di livello molto alto. È uno strumento indispensabile non solo per i professionisti, ma per tutto il mondo del lavoro autonomo. È un prodotto unico nel panorama italiano, che deve essere all’altezza delle aspettative dando le notizie prima degli altri, documentando e spiegando in profondità , facendo un serio giornalismo d’inchiesta e soprattutto entrando nella sostanza dei fatti. Questi sono i punti di forza del Sole che ruotano intorno al rigore, alla competenza e a uno stile asciutto. Un modo essenziale di fare informazione di qualità , che si era un po’ perso e che dobbiamo recuperare velocemente.
Prima – Siete sempre il giornale di Confindustria.
R. Napoletano – Noi abbiamo un azionista di libertà . Chi può vantare di avere un azionista pro tempore che cambia ogni quattro anni? È una garanzia dell’indipendenza e dell’autonomia della direzione e della redazione, di cui a sua volta il direttore è garante. È la forza di un giornale che può prendere posizione. E noi la prendiamo. Secondo criteri chiari, quelli della mission costitutiva del giornale: un quotidiano guardiano dei mercati, che racconta l’economia reale e le notizie che arrivano dal mondo della finanza in modo non supino.
Prima – II Sole sta mostrando un’aggressività  che già  ha fatto arricciare il naso, tra gli altri, a Intesa Sanpaolo, all’Eni, a Cesare Geronzi e a molti altri potenti dell’economia.
R. Napoletano – Abbiamo il dovere di dire le cose come stanno, poi ognuno farà  le sue valutazioni. Quando racconti che cosa succede, è inevitabile che si crei qualche dispiacere, ma io resto convinto che il primato delle notizie debba superare ogni delicatezza. Al Sole dobbiamo essere rigorosi. Il tappo è saltato e i giornalisti del Sole hanno ricominciato a correre. È bastato dire: cercate e portate queste benedette notizie. E hanno risposto prontamente.
Prima – Ha avuto anche la gran fortuna che l’inizio della sua direzione ha coinciso con l’esplosione di storie forti: la contesa su Parmalat, il caso Geronzi…
R. Napoletano – E ne abbiamo approfittato. Abbiamo anticipato il decreto antiscalata del governo sul caso Lactalis, il piano della nuova Mediobanca, UniCredit nel consorzio di garanzia di Intesa, lo spezzatino di Edison per Eni ed Enel, e così via. Abbiamo documentato nei particolari tutta la storia dell’uscita di Geronzi dalle Generali. Non accadeva da molto. E abbiamo dato il via a molte inchieste originali. È tornato a scrivere anche Claudio Gatti su Finmeccanica.
Prima – Fin dal primo giorno da direttore ha rimesso la pagina ‘Problemi del lavoro’.
R. Napoletano – Se c’è una cosa che riguarda tutti, è l’occupazione. Stiamo uscendo – forse – dalla crisi finanziaria, di certo ora tocca all’economia reale. In molte famiglie c’è chi è stato toccato con la perdita del posto oppure ha dovuto trasferirsi, chi ha visto diminuire il proprio stipendio e chi è ancora alla ricerca di una prima occupazione o si deve adattare a nuovi tipi di contratto. Togliere uno strumento di informazione come la pagina sul lavoro è stato un delitto. E l’ho ripristinata dal primo giorno. La mia idea è che le notizie importanti le mettiamo in primo piano, mentre nella pagina del lavoro si esplorano il mondo che cambia in casa e fuori, i nuovi contratti, tutti temi che si devono riprendere sulla piattaforma Internet, dove i nostri esperti hanno lo spazio per rispondere ai quesiti dei lettori. Il risultato di questo forum deve ritornare, poi, nella pagina del lavoro o in altre parti del giornale.
Prima – Quella sul lavoro non era l’unica pagina specializzata sparita dalla foliazione del Sole.
R. Napoletano – Sì, e ne abbiamo già  recuperate molte. È ritornata la pagina settimanale dedicata al settore marittimo che, tra l’altro, valorizza le professionalità  della redazione genovese. Inoltre, sono riapparse le pagine dell’agricoltura, delle materie prime, dei mercati dei capitali e quelle – che avevo inventato io – dei media e del turismo. Inoltre, vogliamo tornare a dare più attenzione ai distretti e a ‘Mondo e mercati’. È una sistematizzazione dell’informazione di alcuni temi specifici che si era persa progressivamente negli ultimi anni. Quando sono arrivato al Sole nel ’96 come caposervizio dell’economia italiana, il mio compito era di selezionare le notizie d’agenzia, di tagliarle – allora era tutto su carta – e di distribuirle tra i redattori esperti. Quelle della chimica le consegnavo sulla scrivania di Jacopo Giliberto. Se, invece, trattavano di moda le davo a Paola Bottelli, quelle del legno a Marco Morino, e così via. Loro studiavano quei take, li valutavano, li verificavano, li approfondivano ottenendo delle notizie vere e importanti. Poi, c’era chi portava tutto a una sintesi giornalistica più complessiva, scegliendo le aperture di pagina, i commenti… Insomma, dopo uno o due mesi avevo capito che in quella specializzazione stava la forza del Sole. I redattori di questo giornale sono dei direttori delle loro materie e un direttore del Sole 24 Ore che non rispetta i suoi giornalisti non ha capito niente di questa testata. L’ho detto in assemblea rivolgendomi soprattutto ai giornalisti con una lunga esperienza: bisogna recuperare l’orgoglio, la grinta e la determinazione dei tempi in cui la sede era in via Lomazzo. Anche la serenità  e l’allegria di un giornale civile, bello, che raccontava l’economia reale del Paese.
Prima – E che cosa ha detto ai più giovani cresciuti negli open space, tutto vetro, progettati da Renzo Piano?
R. Napoletano – Di studiare. Devono tornare con umiltà , come il sottoscritto, alla scuola del Sole 24 Ore. Chi se ne importa di ritrattisti e retroscenisti! Noi dobbiamo proporre informazione di sostanza. La gente deve capire che cosa le succede intorno e tornare a strappare le pagine del Sole, le sue tabelle e le sue infografiche per conservarle. Bisogna recuperare un’idea essenziale, a tratti anche sofisticata, ma unica di fare informazione.
Prima – Con chi lo vuole fare questo giornale?
R. Napoletano – Con i giornalisti del Sole 24 Ore. Ripeto quanto ho detto in redazione: l’oro ce l’abbiamo in casa. Certo, bisogna sistemare alcune cose, capire chi funziona di più e chi di meno e rimettere in moto la macchina che ha già  dimostrato di saper funzionare.
Prima – Ma quanti giornalisti servono? L’azienda nel piano industriale chiede altri sacrifici.
R. Napoletano – Non si faranno tagli di organico. Bisognerà  vedere la proposta dell’azienda. Per ora abbiamo messo il focus sul rilancio del prodotto. Io mi ritaglierò un ruolo di mediazione tra l’azienda e la redazione. Ci credo molto. L’azienda deve rispettare i giornalisti e tutti dovranno fare la loro parte senza dimenticare che c’è un forte problema di conto economico. Ma non credo sia il caso di parlare di aspetti che sono ancora al centro di un confronto. Prima di tutto è importante concentrarsi sul rilancio del giornale, che deve tornare ad aumentare i ricavi diffusionali e pubblicitari. Dobbiamo puntare sulla qualità  di un prodotto di cui sono sicuro si sente un gran bisogno. E bisogna far sapere rapidamente che il giornale è cambiato. Era necessario far capire fin dal primo giorno che il giornale non avrebbe fatto sconti ad alcuno. E che avrebbe avuto come cifra distintiva il rigore e la competenza. È quanto chiedo alla redazione.
Prima – È stato difficile spingere subito sull’acceleratore?
R. Napoletano – Abbiamo potuto fare molti cambiamenti velocemente perché ho lavorato al Sole per dieci anni, cinque a Roma e altri cinque a Milano, ricoprendo quasi tutti i ruoli. E senza facili vanterie posso dire che pochi all’esterno conoscono la macchina del giornale come me. E poi la redazione ha risposto benissimo.
Prima – Però anche lei ha avuto i suoi problemi a farsi accettare. Un comunicato del comitato di redazione sulla sua nomina non era benaugurante.
R. Napoletano – E questo mi è davvero dispiaciuto perché io amo questo giornale. Poi, mi hanno spiegato, e me ne sono reso conto, che il clima era avvelenato rispetto al Sole che conoscevo. In redazione si erano create fratture profonde. Ma adesso spero che gli scontri tra fazioni avverse in redazione non abbiano più terreno su cui svilupparsi. Tutti dobbiamo concentrarci per rimettere il giornale sulla rotta giusta. Bisogna farlo con serenità . Si deve ritrovare l’unità  di azione e l’identità . Il Sole era la Bibbia dell’economia e dobbiamo tornare a quell’autorevolezza e all’informazione di servizio, un altro grande punto di forza che vogliamo potenziare. Per esempio accanto a ‘Plus’, l’inserto del sabato dedicato al risparmio e agli investimenti personali, mi piacerebbe nascesse un ‘Plus Casa’.
Prima – È vero che con ‘Plus’ Il Sole registra 30mila copie in più di diffusione?
R. Napoletano – Sì, ‘Plus’ è l’ultimo prodotto realizzato nella tradizione della testata. Anche il numero del lunedì ha una forte identità  come giornale dei professionisti e delle piccole e medie imprese. Il Sole è il quotidiano di tutta l’economia e del mercato – ne siamo i guardiani e rispondiamo all’intera comunità  degli investitori – e al suo dna appartiene una forte cultura industriale. E la cultura industriale italiana è in gran parte espressa dal tessuto delle Pmi. Anche qui, non dobbiamo raccontare chiacchiere ma tutti i fattori competitivi entrando nel dettaglio: la logistica, l’internazionalizzazione, la burocrazia, il peso fiscale. Quale giornale può approfondire in maniera non folcloristica questi temi? Il racconto dell’imprenditore è bello da leggere, ma la descrizione del territorio, il confronto tra la realtà  di Prato e quella di un distretto straniero aiuta di più a capire quello di cui abbiamo bisogno.
Prima – I problemi del territorio venivano affrontati dai dorsi macroregionali. Verranno rilanciati?
R. Napoletano – I dorsi sono un presidio importante sul territorio. Volendo essere il giornale dell’economia e delle Pmi, molte informazioni ci possono venire solo dalle redazioni locali.
Prima – Molto del successo del Sole è dovuto alla nascita nel 1988 delle pagine di ‘Finanza&Mercati’: che programmi ha per questo dorso che ultimamente aveva perso smalto?
R. Napoletano – ‘Finanza&Mercati’ per me è equivalente alla cronaca di Roma del Messaggero, il cuore pulsante del giornale, con molti lettori che partivano dalla cronaca per poi, forse, leggere il primo dorso. Quindi lo potenzierò. Così come bisogna rafforzare la ‘Lettera del risparmiatore’, per fortuna riapparsa poco prima del mio arrivo. Invito a leggere i commentini, quelli che nella pagina ‘Commenti e inchieste’ esprimono la linea del giornale, e i parterre, la nostra piccola ‘Lex’: sono diventati chiari e più aggressivi.
Prima – L’aggressività  non è mai stata un connotato distintivo del Sole.
R. Napoletano – Lo so bene. Però ci sono spazi in cui il giornale deve prendere posizione per segnalare le cose che non vanno. Quindi, un tono forte ancorato ai fatti può essere necessario. Già  dal primo giorno ho voluto affrontare un tema più che mai d’attualità : perché il Paese non cresce. E l’ho affidato a una firma molto importante per Il Sole, quella di Fabrizio Galimberti, che da un po’ non compariva. Il suo articolo è stato il più cliccato sul sito, a dimostrazione che quando tocchi il dna di questo giornale c’è una risposta immediata. Cercare di rispondere alla domanda della difficile crescita dell’Italia con la capacità  di analisi del Sole 24 Ore significa far emergere quanto perdiamo per i ritardi della giustizia civile, o indagare sull’inadeguatezza delle infrastrutture andando a verificare quali cantieri e dove sono davvero aperti, scoprendo magari che molti non sono neppure partiti.
Prima – Perché ha deciso di cambiare la sezione ‘Commenti e opinioni’?
R. Napoletano – Dal primo giorno è diventata ‘Commenti e inchieste’, perché tre pagine di opinioni mi sembravano francamente troppe. Sono convinto che siano necessarie opinioni autorevoli, anche internazionali, e che uno dei plus storici del giornale sia quello di dare una finestra sul mondo di livello molto alto. Quindi, quando ho Martin Wolf in esclusiva o contemporaneamente al Financial Times, lo pubblico. Ma non avverrà  più che lo metta in pagina il giorno dopo che è stato pubblicato da un’altra testata. È una mancanza di rispetto nei confronti dei nostri lettori e rivela un atteggiamento di subalternità . Ci sono stati anni in cui Il Sole ha venduto più del Ft. E spero ritorni presto a quei livelli. Io punto a selezionare le opinioni, conservando quelle autorevoli che ci sono e cercando fuori di nuove. Abbiamo già  moltiplicato la presenza dell’economista Luigi Zingales, tanto per citarne uno.
Prima – Dal Sole era sparita la pagina ‘Mondo e mercati’.
R. Napoletano – Esiste un appuntamento settimanale nell’edizione del lunedì, ma valorizzeremo queste tematiche tutti i giorni. Racconteremo molto di più quello che succede nel mondo. Gli avvenimenti del Mediterraneo incidono profondamente sulle materie prime e sulla ripresa mondiale. Siamo l’unico giornale che può raccontarlo nei risvolti. E lo sta già  facendo. È bastato chiederlo. Abbiamo una rete di corrispondenti invidiabile. Tra l’altro, abbiamo antenne a Bruxelles, New York, Buenos Aires, in Cina, dove Riotta ha ingaggiato un ottimo giornalista come Francesco Sisci. A differenza di molti giornali noi non abbiamo tagliato corrispondenti e possiamo contare sulla syndication con il Financial Times.
Prima – Arriviamo a un punto delicato: la politica italiana. Come ha intenzione di muoversi?
R. Napoletano – Ritengo che la politica sia fatta molto bene. Tra l’altro, abbiamo un’altra risorsa di valore assoluto: Stefano Folli, l’opinionista e analista politico più autorevole in Italia. Viviamo momenti molto difficili e noi possiamo andare in profondità  e fare più e meglio degli altri su temi molto importanti come il dibattito istituzionale o l’immagine internazionale del Paese. Sempre con i criteri del Sole. La produttività  del Parlamento è una notizia, una crisi riguardante il decoro delle istituzioni o la loro credibilità  si traduce in una ridotta governabilità , in un calo anche dell’attività  legislativa del Parlamento o dell’esecutivo, e noi dobbiamo darne conto. Tutti i retroscena, le guerre tra correnti, le polemiche personali devono stare in due colonne. Quanto basta per informare sulla quotidianità . Per me è politica la riforma della giustizia o la riforma dell’università  e della scuola. Per quanto riguarda la giustizia, devo spiegare quale è la proposta in campo, che cosa significa separazione delle carriere, che cosa significa mediazione.
Prima – Lei mostra una certa idiosincrasia per i ‘retroscena’, di cui abbondano molti altri quotidiani.
R. Napoletano – Di più, ne sono allergico. Il lettore vuole trovare e capire quanto è accaduto e come cambia la sua vita. L’economia si occupa di lui tutti i giorni e incide sulla sua vita. È suo interesse avvicinarsi a questo mondo. È mio dovere aiutarlo. Per questo ho messo in ogni pagina la parola chiave, adeguata al tipo e al livello d’informazione del giornale. Non credo che tutti i lettori del Sole sappiano che cosa sia Basilea 3, oppure il significato di ‘governance duale’. Un ulteriore strumento di comprensione sono le guide: sul giornale e sul sito ne faremo una serie, una trentina, una ogni tre giorni. Per esempio, il piano casa, con gli incentivi per le ristrutturazioni: facciamo la guida sul numero del lunedì, poi sul sito ulteriori contenuti multimediali con la piantina dell’appartamento dove, cliccando, si possono conoscere le varie regole previste per infissi, corrimano, caldaie, eccetera. Tutte informazioni che possono trasformarsi in valorizzazione economica. Anche in questo caso dalle domande possono nascere temi da riportare sul giornale.
Prima – Sul fronte delle normative per professionisti eravate indispensabili – c’erano sul Sole o sulla Gazzetta Ufficiale – ora si trova tutto sul web.
R. Napoletano – I siti abbondano di documentazione, ma ai lettori serve altro per non perdersi in un mare magnum: capire subito le cose che cambiano e come orientarsi. E in questo Il Sole sarà  sempre più completo. Noi abbiamo una serie di atout. Innanzitutto, possiamo selezionare le notizie, segnalare quelle che contano davvero, perché le persone non hanno poi tutto quel gran tempo per andare a navigare in Rete. Poi, avendo diretto ‘Guida al diritto’, so che la sua grande forza sta nei commenti che aiutano a comprendere una sentenza. Quindi, devi fornire il massimo di analisi e interpretazioni anche sul giornale e nei supplementi. Inoltre, c’è un’altra frontiera. Pure sul fisco ci sono una marea di siti anche istituzionali, ma la materia regolamentare si sta estendendo. Pensiamo al federalismo fiscale in arrivo. Così la previdenza, la famiglia, la tutela ambientale. Un sistema di servizi per gli operatori, le imprese e le famiglie, che ha bisogno di giornale, guide e sito.
Prima – Iniziative che comportano investimenti.
R. Napoletano – Il capitale umano adatto c’è, e pure un’azienda pronta a investire sul giornale. Infatti ci sarà  una parte rilevante, ma ovviamente non enorme di risorse su cui si potrà  puntare, accanto a un piano di rigore che la situazione impone.
Prima – Ha messo mano al prodotto, recuperando una serie di pagine e sezioni, ma ha già  pensato a un nuovo tipo di struttura di responsabili?
R. Napoletano – Ho bisogno di alcune settimane, durante le quali incontrerò i diversi servizi per verificare come sono collocati i microcosmi di specializzazione. E devono essere tutti in armonia. Per esempio, le pagine su media, distretti, lavoro appartengono a ‘Economia e imprese’. In passato c’erano delle competenze: alcune si sono assopite e bisogna rivitalizzarle, altre devono essere ricostruite. Queste responsabilità  risponderanno al capo dell’economia. La mia idea è di dare fiducia a tutti. Però, bisognerà  adeguarsi a un criterio generale – quello dei redattori-direttori – che porti al risultato. Per intenderci, non ci sarà  spazio per chi insegue un tipo di giornalismo general generico. Anche in economia.
Prima – Alcune sezioni sono risorte, ma si è ridotto lo spazio dedicato ad alcuni temi, come le tecnologie.
R. Napoletano – Non è così. Non ha senso tenere questa materia isolata mentre è chiaro che è un pezzo dell’informazione complessiva. Bisogna fare meno filosofia, più servizio, meno storie e più informazione che permetta di entrare in questi mondi. Sempre secondo i cromosomi del Sole. Tutti i prodotti specialistici devono essere fatti secondo questa logica. Non è un’idea minoritaria di giornale, per me è l’idea primaria di informazione.
Prima – Rispetto ai suoi tempi oggi il Sole può contare su alcuni punti di forza in più: una radio di successo, un’agenzia che funziona e una serie di periodici che attraggono pubblicità . Nel piano industriale, l’amministratore delegato Donatella Treu ha posto l’accento sulla necessità  di una loro maggiore integrazione con il giornale.
R. Napoletano – È un obiettivo che condivido totalmente. C’è un’area d’informazione in tempo reale portata avanti molto bene da Fabio Tamburini che, non a caso, dirige Radiocor e Radio 24. Quest’area deve integrarsi sempre più con il sito del Sole facendo diventare concretamente questa realtà  un gruppo multimediale moltiplicatore delle iniziative del quotidiano. Il web deve adeguarsi velocemente. Il responsabile, Daniele Bellasio, sta rispondendo molto bene. L’economia sta diventando preminente: se c’è il nuovo patto di stabilità  non basta la notizia, i nostri lettori si aspettano le trenta righe di commento di Isabella Bufacchi, una delle più autorevoli firme su questi temi. In caso contrario l’utente va su Corriere.it, su Repubblica.it o sul Messaggero.it.
Prima – Lei considera Internet un servizio del giornale?
R. Napoletano – Sì, ma un servizio trasversale. Ecco perché darò la delega a Elia Zamboni. Sono convinto che abbia la forza di guidare questo circuito multimediale virtuoso in cui tutti i pezzi che lo compongono devono essere valorizzati in uscita e in entrata. Dal giornale arriva l’informazione di valore – non voglio l’usuale nell’economia o nella finanza – nel sito viene valorizzata, apre un dibattito e ritorna sul giornale, rilanciata dal sito. Che vorrei ritornasse presto a essere caratterizzato dal nostro tradizionale color rosa salmonato.
Prima – Le informazioni di servizio sono a pagamento?
R. Napoletano – I servizi on line di approfondimento   non potranno che prevedere forme di pagamento per le singole iniziative o per abbonamento. Per esempio, in pochi giorni abbiamo realizzato il dossier sulle ristrutturazioni casa, disponibile sul web a 4 euro. E ha funzionato. Prova provata che se dai ai tuoi lettori una informazione e dei servizi di qualità  loro ti seguono e sono disposti a pagare.
Prima – E così l’editore tanto per renderle più facile la vita ha deciso di aumentare a 1,50 euro il prezzo del giornale.
R. Napoletano – Sono convinto che se dai ai lettori del Sole quello che chiedono non hanno problemi a fare i conti con qualche centesimo di euro. L’importante è fornire valore aggiunto. Noi tre volte alla settimana uscivamo già  con il prezzo maggiorato e guadagnavamo copie. Come vede è la qualità  e il servizio che fanno la differenza.

Intervista di Carlo Riva

Roberto Napoletano, direttore del Sole 24 Ore dal 23 marzo, dopo essere stato nominato sette giorni prima dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Spezzino di nascita, classe 1961, ha iniziato a lavorare nei giornali a 17 anni e trova in Orazio Mazzoni, direttore a Napoli Oggi, Napoli Notte e Giornale di Napoli, il suo scopritore. Nel 1985 è al Mattino, responsabile delle pagine economiche, e cura il supplemento settimanale ‘Lettera del Sud’. Nel ’94 decide di andare all’Informazione di Mario Pendinelli, un nuovo giornale che dura poco. Un po’ di lavoro da freelance e nel ’96 entra come caposervizio economia italiana al Sole 24 Ore; con la direzione di Ernesto Auci è capo della redazione romana, e con quella di Guido Gentili diventa vice direttore, funzione in cui viene riconfermato con la gestione di Ferruccio de Bortoli. Nell’estate 2005 passa alla direzione del Messaggero.

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