ANSA/ INTERNET: IN ITALIA TANTI CELLULARI, POCO BON TON

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RICERCA INTEL, UNO SU TRE ANCORA SCRIVE E LEGGE SMS ALLA GUIDA

(di Titti Santamato) (ANSA) – ROMA, 5 LUG – Ci sono in giro 80 milioni di dispositivi mobili, più degli italiani; per il gadget tecnologico preferito quattro nostri connazionali ogni cento rinuncerebbe anche al partner o alla doccia per una settimana; tra le classifica delle mancanze di stile in pubblico, i comportamenti scorretti al telefonino sono secondi solo alle dita nel naso. Sono solo alcuni esempi ed esagerazioni, messi in luce dalla ricerca Intel condotta in Italia e nell’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) in collaborazione di Redshift Research. In tutto sono state intervistate 12.761 persone, nel nostro paese 1.036. Oltre agli 80 milioni tra cellulari, computer, tablet, navigatori satellitari, dalla ricerca emerge che il 40% degli italiani dichiara di non muoversi mai senza almeno due diversi gadget, uno su cinque anche con tre o più. Per il 93%, inoltre é irrinunciabile il cellulare personale, seguito dal laptop (31%). Subito dopo, ex aequo il navigatore satellitare e il cellulare di lavoro (necessari per il 15% degli italiani). In rimonta gli ultimi arrivati: il netbook, votato dall’11%, e il tablet, dal 4%. Inoltre, solo il 31% degli italiani controlla i propri dispositivi dal lavoro, il 28% comincia prima durante la colazione o il caffé, il 15% ancora prima di alzarsi dal letto, il 13% sui mezzi pubblici per andare in ufficio. Una parte consistente della ricerca è dedicata al bon ton ai tempi della tecnologia. Tra i comportamenti riconosciuti come più scorretti al telefono, per il 77% degli italiani c’é il leggere e scrivere messaggi mentre si guida. Ma i comportamenti sono diversi dalle opinioni: ben un italiano su tre, infatti, scrive messaggi alla guida e uno su due lo fa in compagnia di altri nel mezzo di una conversazione. Un altro 50% utilizza infine i dispositivi mobili nella propria camera da letto. E c’é di più: se l’80% degli italiani rinuncerebbe per una settimana aL caffé per il proprio dispositivo mobile preferito c’é chi – ma è solo il 4% – farebbe addirittura a meno di una doccia per ben sette giorni. E’ la stessa percentuale che rinuncerebbe al partner, valore che sale al 10% in Campania e Umbria. Infine, il 49% degli intervistati pensa che il peggior posto dove usare un pc portatile è la tavola imbandita, le serate con gli amici (23%) e il letto (9%). Riguardo i social network, invece, l’indagine svela che il 68% degli italiani controlla almeno una volta al giorno le proprie pagine anche se molti ormai sono passati ad un controllo una volta l’ora (almeno un italiano su dieci). Le donne si riconfermano più ansiose: il controllo è giornaliero per il 71%, contro il 67% degli uomini. Anche in questo campo c’é una classifica dei comportamenti non apprezzati: tra questi l’uso di identità  altrui (per il 64% degli intervistati), la condivisione eccessiva di informazioni online, spesso anche fin troppo private (per il 53%), l’essere inseriti tra i tag di una foto senza avere dato il proprio consenso (52%) o ancora l’essere geolocalizzati da servizi e siti web (49%). Mal tollerati anche gli errori grammaticali (almeno dal 35% del campione), così come cresce il fastidio per le richieste d’amicizia o contatto da perfetti sconosciuti (non le gradisce il 29% degli intervistati). “Appare evidente che ci troviamo ancora di fronte ad una fase precoce dell’attuale evoluzione digitale, in cui non è chiaro come questi dispositivi e questi comportamenti si debbano integrare nei diversi mondi – dice Genevieve Bell, Intel Fellow e Direttrice dell’Interaction and Experience Research Group degli Intel Labs -. Queste nuove regole del vivere civile o più semplicemente l’etichetta come spesso viene chiamata, sono infatti il frutto di molti anni di evoluzione. Un’evoluzione che passa necessariamente attraverso le generazioni”. (ANSA).