ANSA/ CINEMA:TAR ANNULLA PREMI QUALITA’ 2006,DA MORETTI A AMELIO

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ANSA/ CINEMA:TAR ANNULLA PREMI QUALITA’ 2006,DA MORETTI A AMELIO
BENEFICIARI RISCHIANO DI DOVER RESTITUIRE 250 MILA EURO
ROMA
(di Francesca Pierleoni) (ANSA) – ROMA, 06 LUG – Ci sono alcuni dei maggiori registi italiani, come Moretti, Bellocchio, Sorrentino, Olmi, Amelio, Tornatore, fra le ‘vittime’ della sentenza dei giudici della sezione seconda quater (Presidente Angelo Scafuri) del Tribunale amministrativo del Lazio, depositata in segreteria il 27 giugno, che ha annullato i Premi di qualità  assegnati per il 2006 a 10 film dalla Commissione del Ministero per i beni culturali. Come conseguenza pratica per i beneficiari (che potranno comunque appellarsi) dei 250mila euro ciascuno, andati a Il caimano di Moretti, La sconosciuta di Tornatore, Il regista di matrimoni di Bellocchio, Centochiodi di Olmi, L’amico di famiglia di Sorrentino, Nuovomondo di Crialese, La stella che non c’é di Gianni Amelio, Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti, La terra di Sergio Rubini, Lettere dal sahara di Vittorio De Seta, potrebbe esserci la restituzione dei soldi ottenuti e destinati per il 71% ai produttori e il restante 29% a registi, soggettisti, sceneggiatori, autori di musiche, fotografia, scenografia e montaggio. E’ stato stabilito infatti che i componenti della Commissione in carica al momento in cui il Ministero deciderà  di sottoporre i film al loro giudizio, dovranno assistere alla proiezione, tutti insieme e in sala cinematografica, non solo dei 10 film vincitori, ma anche degli altri 70 che concorrevano nel 2006 ai premi di qualità . Tra i colpiti ci sono Rai Cinema, coproduttrice, con quote di diversa entità , di quattro film (Il regista di matrimoni, Centochiodi, Nuovomondo e La stella che non c’é) Fandango, con due (L’amico di famiglia e La terra), Medusa per La sconosciuta, Cattleya con il film di Amelio, ma anche piccoli produttori indipendenti come l’Asp di Donatella Palermo (Lettere dal sahara) e le societa di Moretti (Sacher Film), Diritti e Simone Bachini (Arancia Film). Alla base dell’annullamento c’é il ricorso all’assegnazione dei premi presentato dall’avv.ssa Natalia Paoletti, in nome della casa di produzione Luna Rossa, che si era vista negare il riconoscimento all’ultimo film di Mario Monicelli, Le rose del deserto. Nel ricorso si contestava la validità  della dichiarazione dei giurati “di aver visto o di conoscere, comunque, tutte le opere concorrenti” che erano in totale 80. Si chiedeva, pertanto, l’annullamento dell’articolo del decreto ministeriale del 20.6.1966 nella parte in cui prevede la dispensa dall’obbligo di assistere alla proiezione dei film in concorso dei componenti che dichiarino di averli già  visionati e del provvedimento ministeriale del 10 marzo 2008 che ha attribuito i premi di qualità  per il 2006. Richieste accolte dal collegio, ristabilendo il principio che i giurati devono assistere tutti insieme alla proiezione dei film su schermo cinematografico e non ciascuno in proprio e in cassetta o dvd come avvenuto finora. “La visione individuale dell’opera da parte del singolo giurato determina una grave violazione dei generali principi in materia di procedure dei concorsi – sottolinea il Tar – che impongono l’esame dell’oggetto di valutazione in presenza di tutti i membri della Commissione in modo che questi possano contestualmente e contemporaneamente assistere alla proiezione del film su cui devono esprimere collegialmente il proprio giudizio valutativo”. Nella sentenza si sottolinea l'”irriducibile diversita”, tra il vedere un’opera filmica in solitudine e su un piccolo schermo anziché su schermo cinematografico”, che spiegano in più i giudici, “non è una mera modalità  di fruizione, ma essenza stessa di espressione dell’espressione artistica che è il film”. Per Simone Bachini, cofondatore con Giorgio Diritti dell’Arancia film, “é assurdo che i premi possano essere annullati per un vizio di forma. Il vento fa il suo giro l’abbiamo fatto in associazione, e quel premio era stato il giusto compenso per tutti. Se dovessimo restituirlo sarebbe preoccupante”. (ANSA).