RUSSIA: FSB, ACCESSO A TELEFONIA MOBILE E CONTROLLO INTERNET

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RUSSIA: FSB, ACCESSO A TELEFONIA MOBILE E CONTROLLO INTERNET
CAPO SERVIZI SEGRETI AUSPICA RIPRISTINO ‘ORDINE SOVIETICO’
MOSCA
(ANSA) – MOSCA, 7 LUG – Le mani, anzi le orecchie dei servizi segreti russi sulle comunicazioni dei telefonini e forse anche sul web: il capo dell’Fsb – l’erede del Kgb – Aleksandr Bortnikov ha chiesto oggi che tutti gli operatori di telefonia mobile in Russia forniscano i loro codici cifrati per poter sorvegliare le conversazioni sulle loro reti. Bortnikov ha inoltre reso noto che i servizi “collaborano” con Google e Skype per “regolare i problemi specifici” riguardanti le comunicazioni su internet. “Tutti i servizi di sicurezza devono avere accesso ai codici degli operatori della rete di telefonia mobile per poter sorvegliare eventuali azioni illegali”, ha spiegato, citato dalle agenzie russe. Il capo dell’Fsb non ha precisato se gli operatori stranieri sono già  sottoposti a tale prassi né se tale obbligo riguarda anche il roaming. Il sistematico controllo dei telefoni era una ossessione del Kgb e ancora oggi i ben informati suggeriscono di cambiare la sim almeno ogni tre mesi per evitare di essere intercettati con continuità . Proprio oggi Bornikov ha auspicato il ripristino nei servizi segreti dell’ “ordine sovietico”, perché a suo avviso esso “si è in qualche modo eroso nella Russia contemporanea”. Una allusione alle “crepe”, tra casi di corruzione, indisciplina e tradimenti, manifestatesi negli ultimi anni in quello che era considerato il più efficiente servizio spionistico del mondo. Lo scorso aprile l’Fsb aveva lanciato l’allarme per la sicurezza del Paese derivante a suo avviso dalla posta elettronica Gmail e Hotmail nonché dal sistema telefonico on line Skype. “In questi ultimi tempi, l’utilizzo generalizzato su internet di mezzi di comunicazione cifrati e criptati, in primo luogo di prodotti stranieri, suscita una grande inquietudine all’Fsb”, aveva dichiarato Aleksandr Andrieshin, capo del centro di sicurezza delle comunicazioni dell’Fsb, riferendosi esplicitamente a Gmail, Hotmail e Skype. Dal Cremlino però era arrivata una doccia fredda: “si tratta di una opinione personale e non corrisponde alla politica dello Stato in materia di sviluppo dell’internet”, ha riferito una fonte anonima della presidenza. Ora bisognerà  vedere se il Cremlino metterà  un freno alla tentazione dell’Fsb di accedere anche ai cellulari.(ANSA).