Editoria: imperi tv nel mirino (Mi.Fi.)

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MILANO (MF-DJ)–Silvio Berlusconi e Rupert Murdoch sono entrambi tycoon di lungo corso del mercato mondiale dell’informazione. Ora, scrive Milano Finanza, la stretta attualita’ ha riportato sotto i riflettori il destino dei due competitor. Con la sentenza della Corte d’Appello di Milano di sabato 9 luglio che ha condannato Fininvest a risarcire alla Cir dei De Benedetti la somma di 560 milioni nell’ambito del giudizio sul Lodo Mondadori, pareva che Murdoch ne avesse tratto beneficio. Con l’avversario finanziariamente alle corde, il patron di News Corp era pronto all’affondo finale nei confronti di Mediaset e dell’offerta Premium che fatica a decollare. Addirittura, il figlio-plenipotenziario in Europa James Murdoch aveva ipotizzato l’ingresso nell’editoria con il progetto Italia, un quotidiano generalista modello The Sun o The Times. Una spallata con l’aggiunta magari di un interesse per La7 o per le televisioni di De Benedetti, sfumata nel momento in cui e’ scoppiato lo scandalo delle intercettazioni che sta travolgendo la filiale britannica di News Corp. Per fermare l’emorragia di consensi politici – il premier David Cameron da sempre vicino alla famiglia ha subito prese le distanze dal magnate – Rupert e James Murdoch martedi’ 19 luglio affronteranno i membri della Commissione cultura, sport e media della Camera inglese. Intanto, dopo che l’Fbi ha aperto un’indagine negli Usa e in Australia sta per partire un’inchiesta parlamentare, il potente editore e’ corso ai ripari chiudendo il tabloid domenicale News of the World, accelerando le dimissioni della top manager di News International Rebekah Brooks (sostituita dal capo di Sky Italia, Tom Mockridge che potrebbe essere avvicendato da Andrea Zappia oggi in BSkyB) e avviando accertamenti interni al gruppo per mettere a fuoco gli abusi redazionali. Una rivoluzione che potrebbe avere anche un altro risvolto: l’addio di James Murdoch alla carica di presidente di BSkyB, magari sostituito dalla sorella maggiore Elisabeth.