‘Topolino’ dei nativi digitali

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Per stare al passo con i tempi il magazine della Disney si trasforma in piattaforma integrata tra carta, web e tablet. “Forse Steve Jobs ha ideato l’iPad leggendo Topolino, di certo il formato del tablet della Apple è pressoché uguale a quello del nostro settimanale”. Carlotta Saltini, chief marketing officer di The Walt Disney Company Italia, non si risparmia la battuta nel presentare il nuovo progetto editoriale che trasforma Topolino in una piattaforma integrata tra carta, web e tablet. Una evoluzione radicale in una storia quasi ottuagenaria (il magazine a fumetti è arrivato in Italia nel Natale del 1932, stampato e edito dal fiorentino Giuseppe Nerbini) per riuscire sempre più a fidelizzare e catturare i ‘nativi digitali’, la generazione nata intorno al Duemila, che nella maggioranza dei casi ha appreso a navigare su un computer prima ancora di imparare l’abc. “Abbiamo preso coscienza che quelli sono proprio i nostri lettori – sperimentatori curiosi che non apprendono dalla teoria ma testano, provano ricorrendo a vari codici – e un anno fa ci siamo messi al lavoro”, afferma Valentina De Poli, direttore di Topolino dal 2007. “L’obiettivo era trasformare il magazine, declinarlo e adattarlo a quelli che vengono definiti new media, senza tuttavia scordare che quando parli alla nostra community, parli alla famiglia intera, quindi non devi togliere certezze al pubblico di appassionati adulti che seguono fedelmente ogni settimana le pagine a fumetti”. Dal lavoro dei 12 redattori (a cui si aggiungono un centinaio di autori, sceneggiatori, disegnatori) sono nate le idee per l’aggiornamento dell’edizione tradizionale, che si è presentata in edicola il 6 luglio con una nuova grafica e nuove rubriche, e per la trasformazione e l’arricchimento del sito www.topolino.it, lanciato nella nuova versione il 5 luglio, giorno da cui è possibile scaricare dall’App Store l’applicazione realizzata per l’iPad.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 419 – luglio/agosto 2011