La carta ci sarà  sempre. E noi saremo lì

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Dice Paolo Bandecchi, fondatore della Rotolito Lombarda, secondo gruppo grafico privato italiano, 160 milioni di fatturato, nato nel 1976 con il fumetto ‘Diabolik’ che stampa ancora oggi. La notizia è che l’azienda non ha mai fatto ricorso alla cassa integrazione, non ha mai ridotto l’organico e ogni anno, dalla nascita nel 1976, chiude il bilancio in attivo destinando i flussi di cassa a nuovi investimenti. La seconda notizia è che queste performance non sono di un’azienda high tech o di qualche settore protetto dove si guadagna sempre e non si perde mai, ma di un’azienda di stampa conto terzi. Immersa fino al collo in un settore maturo che negli ultimi anni ha subito i colpi della crisi con un drammatico calo generalizzato di volumi, fatturato, occupati. Da questo punto di vista la Rotolito Lombarda pare una mosca bianca. Saldamente in mano al fondatore Paolo Bandecchi, 160 milioni di fatturato previsti nel 2011 a livello consolidato, 370 dipendenti, secondo gruppo grafico privato italiano dopo Pozzoni/Mondadori Printing, attivo nella produzione di libri, periodici, cataloghi e depliant della grande distribuzione. Pare una mosca rara quanto la volontà  dello stesso Bandecchi, 65 anni, pisano trapiantato a Milano dopo gli studi universitari a Perugia che gli sono valsi una laurea in economia, di credere e investire ancora in questo settore: “Io so che ogni anno questo comparto scende di un gradino. Un gradino ogni anno, sempre più in basso: se prima eravamo a 100, oggi siamo a 80 e siamo scesi di una ventina di gradini; e così via. Sempre più giù. Però…”. Però? “Sono anche sicuro che la carta stampata non arriverà  mai a zero come profetizza qualcuno; prima o poi ci fermeremo, sarà  intorno a 20, a 30 o a 40; questo non lo so, ma la carta stampata ci sarà  sempre, e noi saremo lì. È con questa idea in testa che negli ultimi 10 anni abbiamo investito qualcosa come 140 milioni di euro: per essere sempre all’avanguardia in fatto di tecnologia, di logistica, di servizio e di qualità . E per continuare a lavorare, anche quando il comparto sarà  arrivato sul gradino più basso, ed essere sempre tra i leader di mercato”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 419 – luglio/agosto 2011