Muro contro muro

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Le divergenze tra soci portano la società  di rilevazione dell’audience radiofonica alla liquidazione dopo 23 anni di attività . Ma gli editori si stanno già  organizzando per una nuova indagine. Mentre il Censis, con il secondo rapporto sulla comunicazione, registra che l’ascolto della radio rimane complessivamente stabile e che, dopo Internet, è il mezzo che nell’ultimo decennio ha guadagnato più utenti (+14,8%), si consuma il dramma di Audiradio, la società  che dal 1988 fornisce i dati di audience del comparto. La sua fine, dopo 23 anni di vita, è arrivata l’11 luglio con l’assemblea straordinaria che, preso atto dell’impossibilità  di approvare il bilancio, ne affida la liquidazione al Tribunale di Milano. Un epilogo che avrà  anche strascichi civili perché alcuni soci hanno già  fatto causa per danni chiedendo il risarcimento degli investimenti, pagati in anticipo, per prestazioni mai ricevute. È il caso di Mario Volanti, editore di Radio Italia, la cui richiesta di risarcimento parte (ma non si limita) dai 420mila euro di iscrizione alla rilevazione. “La mia situazione è paradossale perché non essendo nel Cda di Audiradio ho dovuto assistere passivamente al disfacimento di un sistema che nel frattempo ha preteso un bel po’ di soldi per non darmi nulla in cambio. E pensare che a me sarebbe andato bene ricevere una qualunque ricerca, non importa se la rilevazione Diari o quella telefonica”, commenta Volanti. “La fine di Audiradio è un dramma che poteva essere evitato. Se non lo si è fatto viene da pensare che o sono tutti impazziti o dietro c’è una regia occulta”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 419 – luglio/agosto 2011