Le regole di Clark

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Tre anni di lavoro per creare l’identità  di Maxus Global. Una carriera divisa tra Oriente e Occidente del mondo, con esordio in adv e poi lunga militanza nei media, Kelly Clark è un manager che si potrebbe definire più ecumenico che globale. L’incarico che svolge presuppone un rodato profilo internazionale e istituzionale, ma lui lo interpreta puntando molto sulla capacità  di amalgamare, senza appiattirle, le tante esperienze ‘locali’ (o “indigene”, come le definisce lui) di Maxus Global. E c’è da sottolineare come in questo caso l’agenzia italiana del network, potendo vantare la presenza in portafoglio di un cliente come Fiat, contribuisca in maniera decisiva a disegnarne la fisionomia e arricchirne il patrimonio di esperienze. Chiamato tre anni fa a guidare la quarta realtà  internazionale di GroupM, Clark è stato capace di darle in breve tempo un’identità  precisa e originale. Lo ha fatto puntando su caratteristiche diverse da quelle degli altri tre network media della holding di Martin Sorrell (Mindshare, Mediacom, Mediaedge:cia). Ebbene, non c’è dubbio che tutte le esperienze fatte in giro per il mondo gli abbiano giovato. Clark ha iniziato a lavorare nel mondo dell’advertising come media planner di Jwt a New York, alla fine degli anni Ottanta. Sempre per Jwt, da Hong Kong, si è poi occupato del mercato cinese dei contenuti. In quella porzione del pianeta, così strategica per gli attuali destini del business, all’inizio del nuovo millennio è stato protagonista del lancio veloce e fortunato di Mindshare (che in Asia rimane leader), prima di andare a Londra con l’incarico di capo di Mindshare Uk. In una carriera caratterizzata da un’ininterrotta fedeltà  a Wpp il passo successivo – dal 2005 al 2008, prima di approdare in Maxus – è stato la guida di GroupM in Europa, Africa e Medio Oriente.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 419 – luglio/agosto 2011