Aspettando ‘L’Unità ‘ più grande

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Il nuovo direttore Claudio Sardo cambia la linea del giornale in attesa di un nuovo formato e di un progetto di rilancio, favorito da una situazione economica migliorata anche per i sacrifici decisi durante la gestione precedente. Tutti l’hanno visto come il normalizzatore che deve riportare il giornale a una più rigida osservanza della linea del Partito democratico. Ma l’8 luglio nel suo editoriale di saluto ai lettori Claudio Sardo, nuovo direttore del quotidiano fondato da Antonio Gramsci nel 1924, ha messo le cose in chiaro: “L’Unità  non è un giornale di partito. Nessuno potrà  costringerci in uno spazio predefinito”. Dichiarazione d’intenti scontata, si dirà , soprattutto dopo un cambio di direzione che, stando all’interpretazione più diffusa, sarebbe stato deciso dall’editore Renato Soru su sollecitazione del segretario del Pd. Un Pier Luigi Bersani desideroso di far dare una sterzata all’Unità , per farle abbandonare la deriva ‘radical chic’ presa sotto la gestione di Concita De Gregorio – che pure ha avvicinato al giornale un pubblico movimentista, tradizionalmente piuttosto diffidente rispetto alle posizioni del maggior partito del centrosinistra – e riportarla su un cammino più popolare, apprezzato dal tradizionale lettorato della testata e dal mondo cooperativo.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 419 – luglio/agosto 2011