TLC: ASTA FREQUENZE, PRESENTATE 5 DOMANDE, ANCHE LINKEM

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(ANSA) – ROMA, 27 LUG – Sono cinque le domande di ammissione all’asta delle frequenze per la telefonia mobile presentate al ministero dello Sviluppo economico: oltre ai quattro operatori mobili (Telecom, Vodafone, Wind e H3g) c’é anche Linkem spa. Le domande verranno ora valutate entro venerdì prossimo, mentre per le offerte vere e proprie ci sarà  tempo fino al 29 agosto.
Alla gara non parteciperà  dunque, come ipotizzato da varie indiscrezioni nei giorni scorsi, Poste Italiane. Sarà  invece della partita Linkem, operatore attivo dal 2011 nei servizi di connettività  a banda larga attraverso soluzioni wireless (Wimax, wi-fi, Hiperlan): ad aprile 2011, secondo quanto riferisce il sito della società , le reti 4G di Linkem hanno raggiunto oltre 200 comuni, tra cui alcune grandi città  italiane, come ad esempio Bari. Il termine per la presentazione delle domande di partecipazione alla gara per l’utilizzo delle frequenze 4G nelle bande 800, 1800, 2000, 2600 Mhz, informa una nota del ministero, é scaduto alle 12.00 di oggi. Queste le società  che hanno presentato la domanda di partecipazione: Linkem, H3G, Vodafone Omnitel, Telecom Italia, Wind Telecomunicazioni. “L’amministrazione – prosegue la nota – procederà  ora alla valutazione dei requisiti sulla base delle disposizioni del bando e del disciplinare di gara e provvederà , entro la giornata di venerdì 29 luglio, alla comunicazione dei provvedimenti di ammissione alla presentazione delle offerte. L’elenco delle società  ammesse alla presentazione delle offerte sarà  reso pubblico sul sito del Ministero. Le società  ammesse dovranno presentare le suddette offerte entro 30 giorni dalla comunicazione dell’ammissione, e cioé entro il 29 agosto. Successivamente, le offerte economiche saranno aperte in seduta pubblica prevista per il giorno 30 agosto”. Secondo quanto approvato con la Legge di Stabilità , il governo si attende un introito di almeno 2,4 miliardi dalla vendita di queste frequenze (liberate dalle tv locali e dal ministero della Difesa), che potrebbero però salire fino a 3,1 miliardi (prezzo base d’asta) se verranno cedute tutte. (ANSA).