INTERNET: FACEBOOK, CONTRO BULLISMO NO ALL’ANONIMATO

Condividi

LO PROPONE RANDI ZUCKERBERG, DIRETTRICE MARKETING E SORELLA MARK
(di Emanuele Riccardi) (ANSA) – NEW YORK, 28 LUG – Per combattere il bullismo che dilaga su internet, per arginare le molestie cibernetiche, occorre porre un termine all’anonimato sulla rete. Ne è convinta Randi Zuckerberg, sorella di Mark e direttrice del marketing di Facebook, il principe del social network creato dal fratello diventato miliardario in dollari. In un dibattito sul futuro dei social media, la Zuckerberg ha ricordato che per accedere a Facebook occorre fornire un vero nome e un vero indirizzo di posta elettronica, anche se i controlli non sono sempre facili da attuare. “Penso che l’anonimato sulla rete debba scomparire – ha detto la direttrice del marketing del social network di Palo Alto -. Le persone si comportano molto meglio quando il loro vero nome appare. Sono convinta che troppo spesso ci si nasconde dietro l’anonimato potendo dire quello che si vuole a porte chiuse”. Sulla stessa linea troviamo Eric Schmidt, l’ex numero uno di Google, convinto che l’anonimato sul web “é pericoloso” e che alla fin fine i governi “chiederanno” agli utenti di navigare sotto il loro vero nome. Al convegno, organizzato a New York dall’edizione Usa di Marie-Claire, ha partecipato anche Erin Andrews, una famosa giornalista sportiva americana di cui si era parlato molto in questi ultimi mesi, essendo stata la vittima di un maniaco che é riuscita a filmarla nuda in una stanza d’albergo, pubblicando poi le immagini sul web. La Andrews ha ricordato al pubblico presente le difficoltà  incontrate per far togliere i filmati dai numerosi siti web e blog che li hanno accolti, e ha soprattutto parlato del rifiuto di Google e di altri operatori internet di ritirarli dalla rete, nonostante siano palesemente illegali. “Quando migliorerà  la situazione? – si è chiesta la giornalista – Sono confusa. Anche se sono una donna di 30 anni é un caso di cyberbullismo, e bisogna intervenire. Ma quanto tempo ci vorra?”. La Zuckerberg si è detta d’accordo con la Andrews, ma ha tenuto a ricordare i grandi successi di Facebook, come la rivoluzione pacifica di questi mesi in Egitto o anche l’integrazione, grazie alla rete, dei disabili, molto meno isolati di prima attraverso il social network. (ANSA).