Manovra/ Asstel: Robin tax illogica e ingiusta, governo chiarisca

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Parisi: “Non ha nessun senso logico nè economico”

Milano, 24 ago. (TMNews) – Gli operatori del settore delle telecomunicazioni attaccano duramente l’ipotesi al vaglio del Parlamento sull’estensione della Robin Tax al comparto delle tlc. “La Robin tax è ingiusta e distorsiva – dice il presidente di Asstel, Stefano Parisi – non ha nessun senso logico né economico. Chiediamo al Governo e al Parlamento di chiarire quanto prima la situazione al fine di evitare ulteriore allarme sui mercati”. “L’azione lobbistica delle principali aziende del settore energetico, volta ad estendere la Robin Tax ai settori regolati – attacca il presidente di Asstel in una nota – non ha nessun senso logico né economico e la sola approvazione di un parere della Commissione parlamentare sta già  provocando la reazione negativa dei mercati sui titoli tlc”. “Chiediamo al Governo e al Parlamento – aggiunge Parisi – di chiarire quanto prima la situazione al fine di evitare ulteriore allarme sui mercati. La Robin tax è ingiusta e distorsiva, indipendentemente dai settori cui viene applicata; nell’interesse del sistema economico nazionale andrebbe eliminata. Cercare di estenderne l’ambito di applicazione per ridurre l’impatto su specifici soggetti, come stanno chiedendo le aziende del settore energetico, non rende questa misura più accettabile, nè meno dannosa”. “È del tutto inedito – spiega ancora il presidente dell’associazione che riunisce gli operatori delle tlc – nella dinamica della rappresentanza di interessi del sistema confindustriale, che aziende di un settore chiedano di estendere misure fiscali penalizzanti per le imprese alle aziende di altri settori produttivi. Le aziende del settore energetico dovrebbero preoccuparsi di ottenere l’eliminazione di una tassa ingiusta e non chiedere di estenderla ad altri settori regolati, senza alcuna logica se non quella del ‘mal comune mezzo gaudio’. “Oltre a ciò, c’é una importante differenza tra il settore energetico e quello delle telecomunicazioni. Nel nostro settore – aggiunge Parisi – c’é una consolidata dinamica competitiva che vede una continua riduzione dei prezzi, con effetti negativi sui ricavi e sui margini, con impegni di investimento rilevantissimi per la modernizzazione del paese, mentre il quadro competitivo nel settore energetico é ancora caratterizzato da una sostanziale stabilità  nelle offerte e da una alta profittabilità  per le imprese. Ed é questa la logica, seppur non condivisa, della Robin Tax: colpire i settori ad alta profittabilità  a causa delle ridotte condizioni concorrenziali; settori, come quello energetico, le cui reti sono state realizzate in passato dallo Stato, non certo dalle imprese private in concorrenza”. “Il settore delle tlc – conclude il presidente di Asstel – già  si trova a contribuire in modo rilevante alla manovra di finanza pubblica, attraverso la partecipazione al bando di gara sulle frequenze – peraltro non ancora disponibili – che comporterà  un esborso di cassa già  nelle prossime settimane in una misura molto più rilevante dell’intero gettito della Robin Tax”.