RAI: MALAN, DOPO LAUDADIO DA DG LEI CORRETTEZZA E PROFESSIONALITA’

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(AGI) – Roma, 25 ago. – “La lettera del direttore generale della Rai, Lorenza Lei, conferma la sua gia’ nota correttezza e professionalita’, e risponde pienamente alla difesa delle istituzioni di cui si e’ fatto carico il presidente del Senato, Renato Schifani. E’ anche positivo che il simpatico Max Laudadio si sia scusato per le parole da lui usate nei confronti dei parlamentari”. Lo scrive Lucio Malan, segretario di presidenza del Senato, in merito alla vicenda originata dalle parole in diretta del conduttore ieri durante il suo programma ‘Attenda in linea’ su Radio2. E a proposito sempre di Laudadio, Malan sottolinea pero’ che questi “aggiungendo alle scuse che si e’ trattato di ‘bailamme per niente’ e che ‘nessuno avrebbe dovuto offendersi’ dimostra di non rendersi conto del fatto che dare del delinquente a un qualunque gruppo di cittadini italiani, attraverso il servizio pubblico televisivo pagato dai contribuenti, e’ cosa grave, anche se in questo gruppo non ci fossero ex Presidenti della Repubblica e premi Nobel”. Il fatto poi che si tratti di un programma leggero “non cambia nulla, semmai aggrava la cosa perche’ colpisce a freddo, al di fuori di qualsiasi polemica e senza possibilita’ per gli offesi di ribattere. L’ascoltatore che chiamava ha mantenuto toni pacatissimi, e’ stato il conduttore a trascendere nell’insulto”. Per Malan “c’e’ da riflettere sul clima creato da una propaganda martellante contro le istituzioni democratiche che puo’ avere indotto un serio professionista come Laudadio a parole inaccettabili. Certi limiti non possono essere superati e il Presidente del Senato ha dato un segnale autorevole in questo senso”. La vicenda prende le mosse dalla telefonata di un radioascoltatore di Perugia che aveva parlato dei privilegi dei parlamentari e Laudadio aveva detto “se sti’ delinquenti facessero il loro lavoro sarebbe tutto a posto, il problema e’ che non lo fanno….”. Immediate le reazioni politiche ufficiali, con un intervento in prima persona del presidente del Senato Schifani, con una nota ufficiale al vertice di viale Mazzini. E il dg Lei a sua volta ha subito annunciato che si riserva di valutare “ogni piu’ opportuno provvedimento e iniziativa” per i contenuti “ritenuti gravemente lesivi dell’onore e della reputazione dei parlamentari della Repubblica”. (AGI)