CINA: SEMPRE PIU’ DIFFUSA DIPLOMAZIA DEL TWITTER CINESE

(ANSA) – SHANGHAI, 3 OTT – Weibo, la più popolare piattaforma di microblog in Cina, sta diventando il nuovo veicolo di informazione della diplomazia nel paese. Se in occidente si parla di “twitplomacy” con riferimento a Twitter (che in Cina invece è vietato, come Facebook, Youtube ed altri), in Cina “weiplomacy”, come viene sempre più spesso chiamato, è arrivato ad avere nel paese del sol levante 500 milioni di utenti e 195 milioni di micro blogger. Ultimamente poi un numero crescente di rappresentanze diplomatiche, ambasciate e consolati stranieri, hanno cominciato a registrare dei loro account sui microblog cinesi. Tra questi anche Stati Uniti, India, Giappone, Thailandia, Belgio e molti altri. I contenuti di questi microblog spaziano da questioni riguardanti le politiche concernenti la concessione dei visti a informazioni culturali e corsi di lingua. Tutti sono in lingua cinese. In molti casi questi microblog stanno diventando una piattaforma non ufficiale tramite la quale le rappresentanze diplomatiche straniere hanno modo di far veicolare informazioni che si vogliono far sapere all’utenza. Ad esempio, durante la recente visita del vice presidente degli Stati Uniti Joe Biden in Cina lo scorso agosto, fu proprio uno dei microblog americani a dare le prime informazioni sul suo arrivo e sulle sue successive attività . L’ambasciata giapponese in Cina ha usato il suo microblog – che ha oltre 74.000 utenti – per esprimere la gratitudine del Giappone verso il governo cinese per l’appoggio e la solidarietà  dimostrata durante il devastante terremoto dell’11 marzo scorso. Anche il Ministero degli esteri cinese ha registrato un suo microblog, chiamato Waijiao Xiaolingtong (fonte della diplomazia). Nel giro di pochi mesi il microblog del Ministero è arrivato ad avere 470.000 utenti e oltre 1300 posts. “La diplomazia – ha spiegato Yu Guoming, professore di comunicazione all’Università  del Popolo – non si basa più solo sui canali ufficiali. Le forme di comunicazione sono sempre di più diversificate, digitalizzare e orientate verso il futuro”. (ANSA).

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